404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

You are here:   Home Film Giappone Hanezu (2011)

Hanezu (2011)

Thursday, 19 May 2011 01:40 Giampiero Raganelli Film - Giappone
Print

hanezu_0Il Giappone di campagna, un mondo lontano tanto dalla vita urbanizzata quanto da quella cultura stucchevole che si definisce tradizionale, quella dell’ikebana e della cerimonia del tè. Solo in questo mondo rurale la Kawase ritrova la presenza di quella civiltà ancestrale che ebbe la sua capitale a Nara. È un mondo fatto di rose selvatiche, erbe su cui si posano farfalline bianche, risaie, tempietti e scalinate, sembra dipinto dai macchiaioli toscani. E appesi fuori dalla casa dei protagonisti ci sono i koinobori, i tradizionali manicotti di stoffa a forma di carpa.

I suoi abitanti conducono una vita in armonia con la natura, o così almeno cercano di fare. Sono dediti ad attività artigianali come intrecciare cesti di vimini, produrre marmellata di albicocche o colorare i vestiti con tinture naturali, proprio le stesse dell’anime Only Yesterday, altra elegia della vita di campagna. Naturalmente la civiltà fa sentire la sua presenza. I due protagonisti mangiano pomodori che il supermercato spaccia come prodotti locali, ma si pongono il dubbio che sia vero. E alle rondini, che vengono lasciate nidificare sotto una lampada, fa da contraltare il canarino in gabbia.
Due voci off rimbombanti, una maschile e una femminile, contestualizzano il film nella regione di Asuka, culla della civiltà nipponica, dove si trovano i monti Unebi, Miminashi e Kagu, rappresentanti divinità che la mitologia nipponica, negli antichi testi del Kojiki e del Manyoshu, vuole impegnati in schermaglie amorose. E la Kawase dissemina il film di simboli cosmici femminili, la Luna, l’acqua, la pioggia purificante finale, e maschili, il sole e il fuoco.
Sono gli scavi archeologici, che si vedono più volte nel film, a riportare alla luce questa presenza arcaica, queste anime dei progenitori che aleggiano in quel luogo. La regista evoca le voci di ere passate. Se Terrence Malick, nel suo film presentato a Cannes 2011 contemporaneamente a Hanezu, The Tree of Life, propone un parallelismo tra vita umana e cosmologia, la Kawase compie un’analoga operazione. Con la differenza che nella concezione nipponica la cosmologia si traduce in un qualcosa di immanente, secondo la filosofia shintoista. In questo contesto si inserisce il tema kawasiano della maternità, della famiglia e degli antenati.
Girato con macchina a mano che tiene il fiato sul collo ai personaggi, con una estrema purezza stilistica, e una narrazione che sembra farsi da sola, procedendo per immagini, con uno stile che sconfina nel documentario, Hanezu è un'ode sciamanica alla natura, come definita dalla stessa regista.


paese: Giappone
anno: 2011
regia: Kawase Naomi
sceneggiatura: Kawase Naomi
attori: Komizu Tota (Takumi), Oshima Hako (Kayoko), Akikawa Tetsuya (Tetsuya), Nishikawa Norio

sitemap

Add comment

Effettuando il login si hanno più opzioni e non è necessario inserire il captcha a ogni messaggio.
Sono vietati messaggi discriminatori, offese o insulti, spam di qualsiasi tipo, incitamento alla pirateria informatica. I commenti che non rispettano queste semplici regole saranno eliminati senza preavviso dalla redazione.

Security code
Refresh

Share on facebook