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Shinjuku Triad Society (1995)

Saturday, 21 May 2011 02:56 Riccardo Rosati Film - Giappone
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shinjuku_triad_society_0Tokyo, quartiere di Shinjuku, il centro della vita notturna della grande metropoli giapponese. Il già labile equilibrio tra le varie gang yakuza viene messo in pericolo dall’arrivo dello spietato boss di Taiwan Wang Shu-ming. Ovviamente non è ben visto dagli appartenenti ai clan locali, anche se qualcuno di loro, come Karino e la sua donna Ritsuko, accetta l’arrivo di Wang, riconoscendogli il carisma e le doti per essere un capo. Il poliziotto corrotto Tatsuhito, anch'egli di origini cinesi, focalizza il suo interesse proprio verso le attività criminali di Wang. Da qui nasce una serie ininterrotta di scontri violenti e spietati.

Shinjuku Triad Society è il primo film di Miike Takashi completamente pensato per le sale cinematografiche, nonché capitolo iniziale della celebre serie della Kuroshakai (“la società oscura”), che si compone anche dei titoli Rainy Dog (1997) e Ley Lines (1999). In questa pellicola si possono trovare diversi elementi che verranno ripresi dal regista nei successivi yakuza eiga, a partire da Dead or Alive (1999), arrivando fino a Ichi the Killer (2001), suo film-manifesto. Wang, ad esempio, è un personaggio sadomasochista, attratto in maniera morbosa dalla violenza in tutte le sue forme, e che si serve dell’ambiente circostante per sublimare la propria sete di brutalità.
Sfortunatamente, anche in questa opera sono presenti i soliti “difetti” dei film di Miike, che lo rendono talvolta indigesto al grosso pubblico. Ci riferiamo alla sua palese misoginia, che perde qualsivoglia ragion d'essere a causa delle solite scene dove si abusa delle donne e che di sicuro non hanno lo scopo di mettere sotto accusa il maschilismo, ancora molto presente nella società giapponese, e che raggiunge livelli quasi parossistici proprio tra i membri della yakuza.
Tuttavia, l'aspetto forse più importante nella cinematografia del regista è individuabile nella sua coraggiosa analisi del difficile contesto in cui vivono le minoranze etniche in Giappone, segnatamente quelle di origine cinese, contribuendo in tal modo a incrinare quell'immagine di perfezione che la società del Sol Levante ha sempre voluto dare di sé. Questo, come tanti altri suoi film, è decisamente svolto in chiave “anti-giapponese”, rivelando i lati meno noti e più oscuri del popolo nipponico. Miike trova affascinante rappresentare lo straniero, regalandoci così un Giappone stranamente multiculturale, il cui aspetto autarchico e pulito ne esce fortemente compromesso, sviluppando inoltre una vera e propria “poetica dello sradicamento”.


paese: Giappone
anno: 1995
regia: Miike Takashi
sceneggiatura: Fujita Ichiro
attori: Shiina Kippei (Kiriya), Taguchi Tomorowo (Wang Shu-ming), Caesar Takeshi (Karino), Osugi Ren, Ito Yukie, Tanaka Yoji

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