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Guilty of Romance (2011)

Saturday, 21 May 2011 04:49 Stefano Locati Film - Giappone
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guilty_of_romance_0Nel consueto assalto iconoclasta ai sensi e ai generi cinematografici, l'ultima fatica di Sono Shion, presentata come proiezione speciale alla Quinzaine des réalisateurs del festival di Cannes nella versione da 143' rispetto alla più corta versione internazionale, affonda nell'universo femminile tra ingenuità, sottomissione, romanticismo, (tanto) sesso e contestuale (agognata o presunta) liberazione. Con abbondanti ammiccamenti e morbosità che richiamano i pinku eiga, ma una costruzione concentrica che sfiora il paranoide nell'esaminare i risvolti nascosti della società giapponese, ne emerge un film squilibrato, sempre in bilico tra seria analisi degli istinti repressi e smaccato divertissement autoconsapevole, ma anche generoso nel gettarsi a capofitto in un messaggio ambiguo e deragliato (la ricerca di sé stessi nella perdizione, possibile solo nella contemporanea distruzione delle proprie certezze).

In una notte di pioggia, una donna è trovata brutalmente smembrata, abbandonata in una casa diroccata nel quartiere di Maruyama, noto per la presenza di numerosi love hotel. In flashback si chiarisce chi sia e quali siano i motivi che hanno causato la sua morte, aprendo a una narrazione frammentaria che si dipana tra più piani temporali e si concentra su diverse figure di donna: una moglie sola e trascurata, una professoressa universitaria dalla doppia personalità, una talent scout disinibita, una poliziotta pervicace.
Nel mettere a confronto uno scrittore diligente e apparentemente asessuato e sua moglie, docile, servizievole, icona perfetta della femminilità giapponese tradizionale, Sono Shion innesca una riflessione ribollente sulla sessualità quale valvola di sfogo identitaria: lasciando a margine le derive fantastiche o sensazionalistiche di Strange Circus (2005), ma senza rinunciare ai feticismi solo apparentemente scollacciati di Love Exposure (2008), Guilty of Romance rimane un esperimento difficile da catalogare, dai risvolti interpretativi sfuggenti: giustificazione dell'apatia delle donne, incitamento alla prostituzione come via di costruzione della personalità, saggio sull'odio e sulla bassezza maschili, ricerca della libertà del corpo tradita dalla repressione moraleggiante? Gli elementi a favore di una o dell'altra ipotesi si rincorrono e sommano, ma senza trovare una soluzione definitiva, fino a un congedo privo di certezze, composto solo di enigmi inscatolati a ritroso. Vicino e insieme lontano dal sadismo liberatorio di Ishii Takashi, Sono Shion ha il coraggio di una visione stratificata, che dalla banalità di una donna ingenua che gradualmente scopre il suo appeal sessuale - punto di partenza di centinaia di film erotici - si sposta verso lidi più oscuri, in cui odio e passione diventano un unicum indistinguibile.


paese: Giappone
anno: 2011
regia: Sono Shion
sceneggiatura: Sono Shion
attori: Kagurazaka Megumi (Kikuchi Izumi), Mizuno Miki (Yoshida Kazuko), Togashi Makoto (Ozawa Mitsuko), Cynthia cheston, Fukami Motoki, Gotsuji Shingo, Iwamatsu Ryo



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