Black Rat / Kuronezumi (2010)

black_rat_0Fukasaku Jr. continua la sua rilettura dell'immaginario pop giapponese in una decostruzione dei meccanismi oscuri della società. Come già nel dittico di Battle Royale (2000-2003), e nei successivi Yo Yo Girl Cop (2006) e X-Cross (2007), il terreno è quello dei film di genere, qui il teen slasher scolastico, ma il tentativo è di affondare lo sguardo oltre la patina formulaica per rivelare qualche stralcio nascosto dei comportamenti sociali giovanili. Un tentativo sempre traballante, imperfetto, ma carico di spunti lasciati a macerare nelle possibili interpretazioni.

Sei studenti ricevono un sms da una compagna morta suicida che li invita a presentarsi in classe nel mezzo della notte. Ad attenderli trovano una giovane con indosso una inquietante maschera da ratto che inizia a ucciderli uno a uno dopo spietati giochetti psicologici. Tramite flashback intrecciati sono rivelati i labili legami del gruppo e il motivo per cui persone tanto diverse tra loro si frequentavano: la preparazione di uno spettacolo per una festività tradizionale.
Fukasaku Kenta spolpa fino all'osso l'usuale struttura dello slasher di stampo statunitense e sceglie di partire da caratterizzazioni dichiaratamente stereotipate: la seria studentessa occhialuta, il nerd timido, l'attaccabrighe belloccio, la bella svampita, il giovane introverso, la vaporosa sognatrice presa in giro da tutti. Ciascuno è il riflesso di ciò che la società percepisce dei giovani, mossi l'uno contro l'altro a svelare la stagnante apatia e il vuoto scioccante che li pervade. In Black Rat in effetti non ci sono "buoni" o "cattivi", da qualsiasi lato si voglia guardare, solo persone sole e ignare, schiacciate dall'isolamento, una sorta di autismo interiore che li segrega nel proprio ruolo - tanto che il confine tra vittime e carnefici è labile, inesistente, come dichiara il continuo mutare dell'aspetto del killer-topo. Fukasaku parte da una filastrocca su sette topolini diversi tra loro (il topo è il primo segno dello zodiaco cinese) e mette in scena un incubo a metà strada tra una follia alla Kawasaki Minoru - Calamari Wrestler (2004), Executive Koala (2005) - e la devianza di David Lynch. Il risultato è fragile, praticamente inconsistente, senza svolte o sorprese, eppure sottilmente insinuante.


paese: Giappone
anno: 2010
regia: Fukasaku Kenta
sceneggiatura: Fujita Futoshi
attori: Yonemura Misaki, Matsumoto Hiroya, Saito Rina, Shimizu Haruka, Shimizu Mika, Simomiya Rihoko