Helldriver (2011)

helldriver_0Dopo Tokyo Gore Police (2008), Vampire Girl vs. Frankenstein Girl (2009) e la co-regia di Mutant Girls Squad (2010), l'esperto di effetti speciali splatter a basso costo e alto tasso ematico Nishimura Yoshihiro non allenta la presa e assembla una altra festa gore che si rifiuta di decelerare. Se possibile anzi accelera, visto che in quasi due ore il sangue continua a sgorgare ininterrottamente, tra geyser ed esplosioni di carne, urla selvagge e il tono generale da commedia nera sbroccata e autocompiaciuta. L'ambientazione post-apocalittica e la presenza di simil-zombie-cornuti, oltre a un'eroina risorta con katana/sega-circolare meccanizzata, forniscono solo il pretesto per una blanda satira sociale (diritti civili, divisioni tra "ricchi" e "poveri", con tanto di muro di cinta) - il resto è un profluvio d'azione acrobatica esuberante e banalmente ripetitiva, per quanta inventiva.

Kika è una liceale con famiglia disfunzionale: madre ignota, padre su sedia a rotelle con gambe desensibilizzate, e gli zii - fratello e sorella, nonché noti serial killer - che imperversano in casa, schiavizzandola. Un giorno rientrando a casa la ragazza li trova intenti a macellare le gambe del padre. Giustamente impensierita, Kika scappa, non prima di aver marchiato la fronte dello zio con una svastica infuocata. La zia, Rika, se la prende e la insegue: sta per malmenarla quando una meteorite in caduta libera dallo spazio le sfonda il torace. Infuriata, Rika si rifa sulla nipote, rubandole il cuore e trasformandosi nella regina di una schiera di zombie, che si propagano in tutto l'arcipelago seguendo una nube tossica. Intanto Kika, che è stata avvolta da una patina collosa che la tiene in vita, viene trasportata in un centro segreto che la dota di un cuore artificiale e di un impianto d'offesa incorporato. Il Giappone cade nel caos, sei milioni di cittadini si trasformano in mostri assetati di sangue e viene costruito un enorme muro divisorio che taglia a metà il paese. Kika, insieme a un uomo con cappello da cowboy e un giovane orfano senza nome sono spediti oltre la barriera per dare la caccia a Rika.
Lasciati da parte gli incubi mutanti para-cronenberghiani di Tokyo Gore Police, Nishimura torna alle atmosfere "scanzonate" di Vampire Girl vs. Frankenstein Girl, senza però riuscire a costruire un impianto meta-mélo altrettanto efficace: Nishimura è meno rozzo del sodale Iguchi Noboru di The Machine Girl (2008) e Robo-Geisha (2009), ma in Helldriver il contrasto tra frattaglie e musiche ingenuo-sinfoniche è più traballante, perché reiterato e insistito. Il montaggio sincopato non fa distinizione tra scene d'azione e raccordi narrativi, così come gli stacchi hard rock piuttosto ingombranti e strabordanti, creando una fluidità dopata, con l'usuale teatrino di siparietti comici a raccontare la situazione sociale (dalla pubblicità delle misure governative per arginare il problema degli alloggi alle istruzioni di una sexy dottoressa su come uccidere i mostri, fino al dibattito di due politici sullo status da accordare ai mutati): la narrazione è però più stentata, giocata sulla ripetizione brutale degli scontri, e impoverisce il quadro. Restano comunque alcune invenzioni decisamente folli - come un'automobile di carne viva o il "robot gigante" composto da mostri ancorati uno sopra l'altro - che inebrieranno gli amanti del genere. Helldriver è la solita messe di cinema decerebrato che persevera in una visione ingenua di stupore grandguignolesco, divertente e irritante al contempo.


paese: Giappone
anno: 2011
regia: Nishimura Yoshihiro
sceneggiatura: Nishimura Yoshihiro, Nagisa Daichi
attori: Hara Yumiko (Kika), Shiina Eihi (Rika), Namioka Kazuki (Kaito), Yanagi Yurei (Taku), Torihada Minoru, Guadalcanal Taka