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Lost Paradise in Tokyo (2009)

Sunday, 01 April 2012 17:01 Stefano Locati Film - Giappone
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lost_paradise_in_tokyo_0Famiglie disfunzionali, sogni irraggiungibili, povertà suburbana e disillusione si fondono nell'esordio di Shiraishi Kazuya, in passato assistente regista per Wakamatsu Koji e Yukisada Isao. Lost Paradise in Tokyo è un film indipendente girato in digitale e giocato in sottrazione, che parte dalla superficie (le aspirazioni di una ragazza, il funerale del padre di un ragazzo) per scavare fino a mostrarne la quotidianità sempre più inconsueta. Morbosità e spunti surreali procedono insieme per raccontare il Giappone post bolla economica.

Mirin ha il sogno di diventare una idol e raccimolare così soldi sufficienti a comprare un'isola sperduta nell'oceano. Nel frattempo però è costretta a sbarcare il lunario prostituendosi. Una sera si trova a casa di Mikio, giovane salary man che l'ha chiamata per soddisfare i bisogni di suo fratello maggiore, Saneo, sorta di bambino nel corpo di un adulto. Mikio ha appena seppellito il padre e si trova ad accudire Saneo da solo. Mirin sembra prendere a cuore la situazione e si ripresenta a casa loro anche quando non richiesta. Mikio è scocciato, ma si adegua, vedendo in lei la possibilità di un'atipica famiglia. Fino a quando i talent scout con cui è in contatto la ragazza non scoprono la sua seconda professione e le chiedono di girare un documentario shock.
Shiraishi parte da frammenti e indizi per delineare l'orizzonte fallimentare dei tre protagonisti, ampliando lentamente la visione sul loro passato e sulle loro aspirazioni. La narrazione frammentaria non risparmia squarci di dolcezza estemporanea (la tartaruga di Saneo), sferzate ciniche di imbarazzo (due vecchie colleghe di Mirin che la vedono esibirsi in strada), parentesi sbarazzine (il balletto nel cortile dietro casa), altalenando continuamente tra un pessimismo fatalistico (la risoluzione tragica che incombe) e tonalità autoironiche. Lost Paradise in Tokyo ha un incedere minimale che dietro la ricostruzione sottotono della realtà nasconde un'empatia profonda per i suoi personaggi.


paese: Giappone
anno: 2009
regia: Shiraishi Kazuya
sceneggiatura: Takahashi Izumi, Shiraishi Kazuya
attori: Kobayashi Katsuya (Mikio), Uchida Chika (Mirin/Fala/Nakashima Satoko), Uda Takaki (Saneo)



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