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GUERRILLA HIGH (1970)

Wednesday, 11 January 2012 14:32 Antonio Rubinetti Fumetti - Giappone
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guerrilla_highUna delle prime opere di Nagai Go è arrivata in Italia in tre splendidi volumi della d/Visual, e rivela la modernità rivoluzionaria dell’autore. Pubblicata nel 1970 su Bokura Magazine (Kodansha), rivista su cui comparivano le storie di Kamen Rider e Tiger Mask, Guerrilla High è una serie dalle connotazioni molto violente, ai livelli di Abashiri Ikka, ambientata durante i moti del '68 e ispirata dal movimento studentesco che in quel periodo riempiva piazze e università. Non è la prima volta che l'autore di Devilman entra nel mondo scolastico giapponese: il suo primo grande successo è Scuola senza pudore (Harenchi Gakuen) del 1968, ma è l'unico caso in cui si fa rivoluzionario.

Come segnala Federico Colpi nella prefazione, il titolo originale era Lo studente annoiato (Gakuen Taikutsuotoko) e, infatti, nei propositi iniziali, si trattava di una parodia de il Samurai annoiato (Hatamoko Taikutsuotoko), romanzo di Sasaki Mitsuzo trasposto numerose volte in film (la seconda nel 1970, poco prima dell’uscita di questo manga). Anche il nome del protagonista, Saotome Mondo, personaggio che ritornerà insieme a Tatsuma Mido in Violent Jack, sarebbe in realtà l'abbreviazione del protagonista del film, Saotome Mondonosuke. I due personaggi sono antieroi cinici e crudeli esattamente come i ruoli di contorno. Ma non c'è una figura che si faccia portavoce dell’autore, nessun punto di visto è definito e il mero messaggio è contenuto nella forma, vero elemento rivoluzionario. Per decostruire il sistema, Go Nagai si serve dei generi prettamente popolari: oltre ad anticipare tutto un filone di manga teppistici ambientati nei licei, come Crows, Blue Spring, School Rumble (anche se incentrati principalmente sul bullismo piuttosto che sulla ribellione), Go Nagai realizza, infatti, un ipertesto dove si incastrano, per accumulo, un crogiuolo di generi ricollegabili al cinema d'exploitation, un atteggiamento che ritroveremo nelle iperboli deliranti e postmoderne del cinema di Miike Takashi. La vicenda è ambientata, come si è detto, durante la contestazione studentesca, quella della Ampo Generation, movimento studentesco a cui prese parte anche Oshii Mamoru, le cui manifestazioni non escludevano azioni violente contro le basi americane in territorio giapponese, descritta però da Nagai come un conflitto tra studenti e istituzioni che ricalca esplicitamente gli stilemi dello spaghetti western, per poi degenerare nell'horror dei Guinea Pig, attraversando l'erotismo dei pinku eiga stile Female Prisoner #701: Scorpion (pellicola tratta dai manga di Shinohara Tooru).
Ma non siamo ancora nel postmoderno, piuttosto possiamo parlare di un'opera situazionista e il fumetto si rivela come l’ideale forma espressiva antagonista al potere istituzionale. Non a caso il gekiga (versione matura del manga), in particolare quello stampato sulle pagine di Garo, era una delle letture più diffuse tra gli studenti militanti. A corollario di questa posizione ci vengono incontro le affermazioni di René Viénet, autore del film La Dialectique peut-elle casser des briques ? (1973), realizzato tramite il montaggio di opere kung fu a cui erano applicati dei sottotitoli che non avevano nulla a che fare con i veri dialoghi, che alla fine degli anni ’60, nel teorizzare e applicare il detournament ai comics, affermò che il fumetto è "una forma proletaria dell'espressione grafica che realizza il sorpasso dell'arte borghese" (in René Viénet, Enragés et situationnistes dans le mouvement des occupations, Paris, Gallimard, 1968, p.178) e sul numero 11 di “Internationale Situationniste”, la rivista ufficiale del movimento, scrisse: «Lo sviluppo dei fumetti situazionisti. Il fumetto è l’unica letteratura popolare del nostro secolo... In contrasto con la Pop Art che rompe i fumetti in frammenti, questo metodo punta a ridare ai fumetti il loro contenuto e la loro importanza» (“Les situationnistes et les nouvelles formes d’action contre la politique et l’art”, in Internationale Situationniste #11, Parigi, Ottobre 1967).
Bokura Magazine purtroppo non riuscì mai a decollare e per cercare di attirare il pubblico l’editore chiese al mangaka di interrompere momentaneamente la serie per concentrarsi su Mao Dante. Nonostante questo la rivista chiuse dopo 2 anni di vita, lasciando sia Mao Dante sia Guerrilla High incompleti, e abbandonando l’intreccio di quest’ultima sospeso nel momento dell’estasi. Ma il coitus interruptus si rivela assolutamente funzionale a quell'idea di work in progress che si ha leggendo Gerrilla High. Anche il tratto dinamico, veloce e cartoonesco, manifesta una certa visceralità istintiva, la stessa che si può ritrovare in Frank Miller. Come lui, Nagai eccede nell'iperbole schematizzante fino al grottesco e l'opera prosegue per una sorta di inerzia. Il finale aperto appare come l’unico finale possibile.


autore
: Nagai Go
volumi: 3
casa editrice: d/Visual
anno: 2010
prezzo: 7,10 euro ciascuno
lingua: italiano

 

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