404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

You are here:   Home

Ultimi aggiornamenti

Kirino Natsuo, REAL WORLD (2003)

real_worldKirino Natsuo, nome d'arte di Hashioka Mariko, è nata nel 1951 a Kanazawa: ha iniziato a scrivere già trentenne (l'esordio è del 1984) e ha raggiunto il successo nel 1993 con il mystery Kao ni furikakaru ame (letteralmente Il viso su cui cade la pioggia), divenendo un caso editoriale nel 1997 grazie al successo di Out (tradotto in italiano come Le quattro casalinghe di Tokyo, sempre per Neri Pozza). Da allora è considerata la figura di punta della fitta trama di scrittrici di mystery giapponesi come Nonami Asa o Shibata Yoshiki, insieme probabilmente a Miyabe Miyuki - più giovane di un decennio, ma attiva nello stesso arco temporale. Come per Miyabe, la definizione di scrittrice attiva in un unico genere le sta però stretta, e Real World ne dimostra la profondità di sguardo nell'analizzare gli intimi meccanismi sociali che regolano il Giappone contemporaneo, partendo in questo caso dall'universo giovanile.

 

ROBOT (2007)

robot-fenomenologia-dei-gigantiIl libro curato da Gianluca Di Fratta, orientalista cui si deve anche un interessante volume sui fumetti giapponesi in Italia, è divertente e intrigante. Robot - Fenomenologia dei giganti di ferro giapponesi si discosta infatti da altri contributi su robot e mecha nipponici, che focalizzano la loro attenzione solo sul mondo del manga e degli anime. In questo caso il discorso si amplia e chiama in causa il rapporto che intercorre tra la società odierna giapponese, la robotica e, infine, la tecnologia, come per i capitoli redatti da Guglielmo Signora e Alessandro Vietti.

 

Shin Kyung-sook, PRENDITI CURA DI LEI (2008)

prenditi_cura_di_leiIn una concitata stazione della metropolitana di Seoul un'anziana scompare misteriosamente. Il marito si ritrova solo nel vagone affollato, con la borsetta della moglie in mano. I figli, riunitisi per affrontare la crisi, decidono di preparare dei volantini segnaletici, nella speranza che qualche testimone possa dare indizi utili per il ritrovamento. Da queste premesse parte il ritratto elegiaco e spietato di una donna di un altro tempo, sola e pervicace, analfabeta e instancabile - un omaggio amorevole ed enfatico alla figura della madre nelle relazioni con la sua famiglia e il mondo esterno.

 

Gothic & Lolita Psycho (2010)

gothic_and_lolita_psycho_0Dopo il labile Geisha Assassin (2008), Ohara Go aggiusta parzialmente il tiro, aggiungendo una parvenza di storia e qualche orpello scenografico all'estenuante concatenazione di duelli che evidentemente ritiene necessari a comporre un film d'azione. Tra humor di basso profilo, riferimenti apocalittici e geyser di sangue orchestrati da Nishimura Yoshihiro (Tokyo Gore Police), un impasto di cultura pop nipponica debosciato e destituito di un qualsiasi interesse.

 

High Kick Girl (2009)

high_kick_girl_0Una produzione ridotta ai minimi termini per stuzzicare con arti marziali e divise scolastiche alla marinaretta la fantasia di un preciso target adolescenziale maschile: una studentessa, solitaria e taciturna, affronta molteplici scontri in una successione senza soluzione di continuità, tenendo a mente l'incipriatura necessaria ad attirare il pubblico, con tanta azione e qualche fan service (il calcio alto del titolo è ovviamente solo un pretesto per qualche fugace occhiata sotto le gonne), ma dimenticando completamente l'intreccio.

 

Future Film Festival 2011

fff2011_logoTredicesimo anno, cui si è arrivati non senza difficoltà, per il festival bolognese dedicato alle nuove tecnologie, agli effetti speciali e all’animazione; un’edizione più esigua per numero di giorni, solo quattro, che ha avuto luogo in un periodo, quello pre-pasquale (20-23 aprile), diverso da quello di gennaio, come era consuetudine. Per la sua tradizionale vocazione al mondo del cinema orientale, il Future si conferma come la principale vetrina italiana degli anime nipponici, anche se va detto che quest’anno alcune delle opere più attese, come il nuovo film dello Studio Ghibli o quello di Hara Keiichi, non avevano la prerogativa di anteprima, essendo già state presentate a Roma e Firenze.

 

COOL PINE (2002)

cool_pineRika è una ragazza silenziosa e indecisa che un giorno si scopre attratta da Satoshi, ragazzo affascinante, ma egoista, interessato solo alle sue passioni. Rika diventa succube di un rapporto capriccioso, ondivago, che alterna slanci empatici di sesso e litigate furiose, che la lasciano vuota ed esposta ai ricatti emotivi. Un josei manga laconico, che punta sui silenzi e sul non detto nel costruire le complicate geometrie del sentire di una giovane come tante, specchio di una società disgregata sotto la sua facciata di unità e cooperazione.

 

When Love Comes (Taiwan, 2010)

when_love_comes_0Per la giovane Lai-chun la famiglia peculiare in cui si trova – un padre bigamo, uno zio ritardato – è un peso eccessivo da sopportare; pervasa da voglie di ribellione e da romantici sogni d'amore, Lai-chun medita la fuga ma si accorge tardi di essere incinta di Mou Tsung-fu, un poco di buono che la pianta in asso. Il momento più difficile della vita di Lai-chun potrebbe anche rappresentare una svolta inattesa.

 

Black Rat / Kuronezumi (2010)

black_rat_0Fukasaku Jr. continua la sua rilettura dell'immaginario pop giapponese in una decostruzione dei meccanismi oscuri della società. Come già nel dittico di Battle Royale (2000-2003), e nei successivi Yo Yo Girl Cop (2006) e X-Cross (2007), il terreno è quello dei film di genere, qui il teen slasher scolastico, ma il tentativo è di affondare lo sguardo oltre la patina formulaica per rivelare qualche stralcio nascosto dei comportamenti sociali giovanili. Un tentativo sempre traballante, imperfetto, ma carico di spunti lasciati a macerare nelle possibili interpretazioni.

 

Coming Soon (Thailandia, 2008)

coming_soon_0I proiezionisti Shane e Yod usano la sala cinematografica anche per produrre copie pirata dei film. Quando riprendono la proiezione del film Evil Spirit, sul linciaggio di una pazza rea di aver accecato le bambine del villaggio, gli eventi narrati e la realtà cominciano a confondersi in maniera inquietante.

 

Festival di Cannes 2011

hanezuDopo l’apoteosi coreana dell’anno scorso, Cannes mantiene un’attenzione alta verso il cinema orientale, rappresentato in tutte le sezioni del festival. In concorso, per la verità, solo il cinema nipponico mantiene una rappresentanza, con ben due opere, di due cineasti tra loro agli antipodi: Kawase Naomi, che porta un film nel suo stile profondo e filosofico, Hanezu, e Miike Takeshi che torna, dopo 13 Assassins, al jidaigeki con un remake, Harakiri: Death of a Samurai in 3D.

 


Page 31 of 37
Share on facebook