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Ultimi aggiornamenti

Gothic & Lolita Psycho (2010)

gothic_and_lolita_psycho_0Dopo il labile Geisha Assassin (2008), Ohara Go aggiusta parzialmente il tiro, aggiungendo una parvenza di storia e qualche orpello scenografico all'estenuante concatenazione di duelli che evidentemente ritiene necessari a comporre un film d'azione. Tra humor di basso profilo, riferimenti apocalittici e geyser di sangue orchestrati da Nishimura Yoshihiro (Tokyo Gore Police), un impasto di cultura pop nipponica debosciato e destituito di un qualsiasi interesse.

 

Black Rat / Kuronezumi (2010)

black_rat_0Fukasaku Jr. continua la sua rilettura dell'immaginario pop giapponese in una decostruzione dei meccanismi oscuri della società. Come già nel dittico di Battle Royale (2000-2003), e nei successivi Yo Yo Girl Cop (2006) e X-Cross (2007), il terreno è quello dei film di genere, qui il teen slasher scolastico, ma il tentativo è di affondare lo sguardo oltre la patina formulaica per rivelare qualche stralcio nascosto dei comportamenti sociali giovanili. Un tentativo sempre traballante, imperfetto, ma carico di spunti lasciati a macerare nelle possibili interpretazioni.

 

Coming Soon (Thailandia, 2008)

coming_soon_0I proiezionisti Shane e Yod usano la sala cinematografica anche per produrre copie pirata dei film. Quando riprendono la proiezione del film Evil Spirit, sul linciaggio di una pazza rea di aver accecato le bambine del villaggio, gli eventi narrati e la realtà cominciano a confondersi in maniera inquietante.

 

Festival di Cannes 2011

hanezuDopo l’apoteosi coreana dell’anno scorso, Cannes mantiene un’attenzione alta verso il cinema orientale, rappresentato in tutte le sezioni del festival. In concorso, per la verità, solo il cinema nipponico mantiene una rappresentanza, con ben due opere, di due cineasti tra loro agli antipodi: Kawase Naomi, che porta un film nel suo stile profondo e filosofico, Hanezu, e Miike Takeshi che torna, dopo 13 Assassins, al jidaigeki con un remake, Harakiri: Death of a Samurai in 3D.

 

SPECIALE Far East Film 2011

 feff2011_locandinaTredicesima edizione della più grande festa europea del cinema di genere est asiatico: dal 29 aprile al 7 maggio 2011 Udine si è popolata dell'usuale folla multicolore di appassionati e cinefili, riuniti per nove giorni di continuate proiezioni. Quest'anno i film presentati erano quasi novanta, divisi tra concorso e retrospettive, proiettati al Teatro Giovanni da Udine e al Visionario. Un appuntamento che non muta le caratteristiche vincenti che lo hanno portato alla ribalta, in segno di continuità e rispetto col passato, ma che riesce a riproporsi ogni anno con rinnovato slancio.

 

Intervista a Eric Sasono

eric_sasonoDopo una breve carriera come sceneggiatore e filmmaker, Eric Sasono è diventato uno dei principali critici cinematografici in Indonesia, co-curatore del portale RumahFilm.org e autore di volumi sul cinema asiatico. È inoltre membro di comitati scientifici e organizzativi sia in patria che all’estero, come a Hong Kong, a dimostrazione del prestigio di cui gode nell’ambito della critica cinematografica orientale.

 

High Kick Girl (2009)

high_kick_girl_0Una produzione ridotta ai minimi termini per stuzzicare con arti marziali e divise scolastiche alla marinaretta la fantasia di un preciso target adolescenziale maschile: una studentessa, solitaria e taciturna, affronta molteplici scontri in una successione senza soluzione di continuità, tenendo a mente l'incipriatura necessaria ad attirare il pubblico, con tanta azione e qualche fan service (il calcio alto del titolo è ovviamente solo un pretesto per qualche fugace occhiata sotto le gonne), ma dimenticando completamente l'intreccio.

 

Future Film Festival 2011

fff2011_logoTredicesimo anno, cui si è arrivati non senza difficoltà, per il festival bolognese dedicato alle nuove tecnologie, agli effetti speciali e all’animazione; un’edizione più esigua per numero di giorni, solo quattro, che ha avuto luogo in un periodo, quello pre-pasquale (20-23 aprile), diverso da quello di gennaio, come era consuetudine. Per la sua tradizionale vocazione al mondo del cinema orientale, il Future si conferma come la principale vetrina italiana degli anime nipponici, anche se va detto che quest’anno alcune delle opere più attese, come il nuovo film dello Studio Ghibli o quello di Hara Keiichi, non avevano la prerogativa di anteprima, essendo già state presentate a Roma e Firenze.

 

Day He Arrives, The (2011)

day_he_arrives_0Hong Sang-soo porta avanti il discorso metacinematografico degli ultimi suoi lavori: ancora una volta un cineasta, di nome Seong-jun, è il protagonista, in crisi creativa che, dopo aver diretto quattro opere, si è ritirato a vita privata facendo l’insegnante in provincia. Apparentemente quindi non un alter ego del vero regista che, al contrario, sforna film a ritmo continuo – questo è il dodicesimo lungometraggio –, con cadenza festivaliera: Cannes (Quinzaine), Cannes, Venezia e ancora Cannes.

 

Detective K (2011)

detective_k_0Seconda prova dietro la macchina da presa per Kim Seok-yoon dopo la trasposizione cinematografica della serie tv Old Miss Diary (2006), Detective K è un'avvincente avventura in costume che divide equamente le sue atmosfere tra ispirati istinti comici ed esaltanti scene action. Pur non lesinando alcune contorsioni di sceneggiatura, è in grado di regalare una serata all'insegna dell'intrattenimento puro.

 

Florence Korea Film Fest 2011

fkff2011_locandinaNove edizioni per il Korea Film Festival di Firenze. E a giudicare dagli ospiti e dalla loro rilevanza, sostanzialmente il gotha del cinema coreano, pareva quella del decennale. Eppure, nonostante non siano poche le edizioni alle spalle, forse non sono state sufficienti a rafforzarne l'identità festivaliera in senso stretto. Senza voler istituire paragoni scomodi, Udine – patria del Far East – in teoria non dovrebbe attrarre più persone o costituire in qualche modo terreno più fertile per un festival rispetto a Firenze, ma la realtà è questa: mentre il Teatro Giovanni di Udine è pieno ogni sera da quando il Far East esiste, l'Odeon pieno durante il Korea lo si vede raramente. Ma i film ci sono. Il Korea vanta sempre un programma invidiabile, anche in virtù dello stato di salute della cinematografia più sorprendente del terzo millennio, alternando pepite scovate dal passato (negli anni Kim Ki-young e Shin Sang-ok) a retrospettive sui registi che sono il vanto della Corea del Sud, oltre a un'ampia vetrina sulle uscite dell'ultimo anno. Quest'anno in particolare ha visto transitare sul palco dell'Odeon Bong Joon-ho con la retrospettiva, Lee Chang-dong con Poetry e Im Sang-soo con The Housemaid, quest'ultimo in anteprima rispetto all'uscita nelle sale italiane. Per chiunque sia anche lontanamente appassionato di cinema coreano è davvero difficile pretendere di più.

 


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