403 Forbidden

Forbidden

You don't have permission to access /track on this server.

Additionally, a 403 Forbidden error was encountered while trying to use an ErrorDocument to handle the request.

You are here:   Home

Ultimi aggiornamenti

Festival del film di Locarno 2011

locarno2011_tokyo_koenLa 64° edizione del festival del Film di Locarno, la seconda volta sotto l’egida di Olivier Père, ha marcato la sua presenza sul tabellone dei festival internazionali ancora e sempre sotto la voce della grande kermesse cinematografica più a misura d’uomo, e di cinefilo; il che, si sa, è un po’ una categoria antropologica a parte, fatta di individui che, nell’agosto inoltrato che vede il turismo vacanziero tradizionalmente fiorire, preferiscono sedersi davanti a un grande schermo a farsi servire un menu da 5 o 6 film al giorno, piuttosto che starsene sotto all’ombrellone a sorseggiare mojito. È solo a Locarno infatti che sembra possibile e pure normale che quasi 8.000 persone se ne stiano sedute in Piazza Grande sotto la pioggia (che quest’anno non s’è certo risparmiata) solo per un film, è solo a Locarno che la gente del festival si stupisce e si stranisce (ma sempre in maniera composta e svizzera, naturalmente) perché gli ospiti della megaproduzione hollywoodiana (la crew di Cowboys and Aliens) si circondano di security, cordoni e accessi riservati alla conferenza stampa, ed è sempre solo a Locarno che capita di trovarsi in coda fuori dalle sale tutti insieme, pubblico, accreditati e persino gli attori dei film in concorso. Questo è il Festival di Locarno: ci piace così com’è e speriamo cambi il meno possibile.

 

Aoyama Nanae, UN BEL GIORNO PER RIMANERE SOLA (2007)

bel_giorno_per_rimanere_solaChizu, ventenne appena trasferitasi a Tokyo, convive nella casa di Ginko, anziana amica di famiglia. La giovane è introversa e si trascina da un piccolo lavoretto all'altro, perpetrando relazioni sentimentali di cui non è neanche troppo convinta. L'anziana è solare e vivace, tanto da iniziare una storia con un coetaneo conosciuto a un corso di ballo. Nell'arco di un anno la loro convivenza trasforma entrambe.

 

Kirino Natsuo, REAL WORLD (2003)

real_worldKirino Natsuo, nome d'arte di Hashioka Mariko, è nata nel 1951 a Kanazawa: ha iniziato a scrivere già trentenne (l'esordio è del 1984) e ha raggiunto il successo nel 1993 con il mystery Kao ni furikakaru ame (letteralmente Il viso su cui cade la pioggia), divenendo un caso editoriale nel 1997 grazie al successo di Out (tradotto in italiano come Le quattro casalinghe di Tokyo, sempre per Neri Pozza). Da allora è considerata la figura di punta della fitta trama di scrittrici di mystery giapponesi come Nonami Asa o Shibata Yoshiki, insieme probabilmente a Miyabe Miyuki - più giovane di un decennio, ma attiva nello stesso arco temporale. Come per Miyabe, la definizione di scrittrice attiva in un unico genere le sta però stretta, e Real World ne dimostra la profondità di sguardo nell'analizzare gli intimi meccanismi sociali che regolano il Giappone contemporaneo, partendo in questo caso dall'universo giovanile.

 

COOL PINE (2002)

cool_pineRika è una ragazza silenziosa e indecisa che un giorno si scopre attratta da Satoshi, ragazzo affascinante, ma egoista, interessato solo alle sue passioni. Rika diventa succube di un rapporto capriccioso, ondivago, che alterna slanci empatici di sesso e litigate furiose, che la lasciano vuota ed esposta ai ricatti emotivi. Un josei manga laconico, che punta sui silenzi e sul non detto nel costruire le complicate geometrie del sentire di una giovane come tante, specchio di una società disgregata sotto la sua facciata di unità e cooperazione.

 

When Love Comes (Taiwan, 2010)

when_love_comes_0Per la giovane Lai-chun la famiglia peculiare in cui si trova – un padre bigamo, uno zio ritardato – è un peso eccessivo da sopportare; pervasa da voglie di ribellione e da romantici sogni d'amore, Lai-chun medita la fuga ma si accorge tardi di essere incinta di Mou Tsung-fu, un poco di buono che la pianta in asso. Il momento più difficile della vita di Lai-chun potrebbe anche rappresentare una svolta inattesa.

 

Black Rat / Kuronezumi (2010)

black_rat_0Fukasaku Jr. continua la sua rilettura dell'immaginario pop giapponese in una decostruzione dei meccanismi oscuri della società. Come già nel dittico di Battle Royale (2000-2003), e nei successivi Yo Yo Girl Cop (2006) e X-Cross (2007), il terreno è quello dei film di genere, qui il teen slasher scolastico, ma il tentativo è di affondare lo sguardo oltre la patina formulaica per rivelare qualche stralcio nascosto dei comportamenti sociali giovanili. Un tentativo sempre traballante, imperfetto, ma carico di spunti lasciati a macerare nelle possibili interpretazioni.

 

Jo Kyung-ran, UNA DOLCE VOLUTTA' (2007)

dolce-voluttaCuori infranti, cucina italiana e sapori gotici si fondono nel più noto romanzo di Jo Kyung-ran, scrittrice coreana nata nel 1969 e conosciuta fin dal 1996 per il suo esordio con The French Optician, cui poi sono seguite le conferme Time for Breaking Bread (1996) e A Narrow Gate (2003). Parte della notorietà di questo romanzo è però dovuta a un intricato presunto caso di plagio: secondo alcune ricostruzioni, l'idea di base e persino il titolo (in originale Hyo, letteralmente Lingua) risalirebbero a quando Jo faceva parte della giuria di un premio letterario per esordienti, sul finire del 2006. In questa sede avrebbe letto il testo di Ju Yi-ran, sua accusatrice, da cui sarebbe partita per la stesura di Una dolce voluttà, uscito poi nel novembre del 2007.

 

ROBOT (2007)

robot-fenomenologia-dei-gigantiIl libro curato da Gianluca Di Fratta, orientalista cui si deve anche un interessante volume sui fumetti giapponesi in Italia, è divertente e intrigante. Robot - Fenomenologia dei giganti di ferro giapponesi si discosta infatti da altri contributi su robot e mecha nipponici, che focalizzano la loro attenzione solo sul mondo del manga e degli anime. In questo caso il discorso si amplia e chiama in causa il rapporto che intercorre tra la società odierna giapponese, la robotica e, infine, la tecnologia, come per i capitoli redatti da Guglielmo Signora e Alessandro Vietti.

 

Shin Kyung-sook, PRENDITI CURA DI LEI (2008)

prenditi_cura_di_leiIn una concitata stazione della metropolitana di Seoul un'anziana scompare misteriosamente. Il marito si ritrova solo nel vagone affollato, con la borsetta della moglie in mano. I figli, riunitisi per affrontare la crisi, decidono di preparare dei volantini segnaletici, nella speranza che qualche testimone possa dare indizi utili per il ritrovamento. Da queste premesse parte il ritratto elegiaco e spietato di una donna di un altro tempo, sola e pervicace, analfabeta e instancabile - un omaggio amorevole ed enfatico alla figura della madre nelle relazioni con la sua famiglia e il mondo esterno.

 

Gothic & Lolita Psycho (2010)

gothic_and_lolita_psycho_0Dopo il labile Geisha Assassin (2008), Ohara Go aggiusta parzialmente il tiro, aggiungendo una parvenza di storia e qualche orpello scenografico all'estenuante concatenazione di duelli che evidentemente ritiene necessari a comporre un film d'azione. Tra humor di basso profilo, riferimenti apocalittici e geyser di sangue orchestrati da Nishimura Yoshihiro (Tokyo Gore Police), un impasto di cultura pop nipponica debosciato e destituito di un qualsiasi interesse.

 

High Kick Girl (2009)

high_kick_girl_0Una produzione ridotta ai minimi termini per stuzzicare con arti marziali e divise scolastiche alla marinaretta la fantasia di un preciso target adolescenziale maschile: una studentessa, solitaria e taciturna, affronta molteplici scontri in una successione senza soluzione di continuità, tenendo a mente l'incipriatura necessaria ad attirare il pubblico, con tanta azione e qualche fan service (il calcio alto del titolo è ovviamente solo un pretesto per qualche fugace occhiata sotto le gonne), ma dimenticando completamente l'intreccio.

 


Page 32 of 38
Share on facebook