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Ultimi aggiornamenti

Arirang (2011)

arirang_0Che il cinema di Kim Ki-duk stesse scivolando verso un pericoloso manierismo era evidente. I pochi che ancora lo sostenevano dovranno prendere atto che è lo stesso regista ad ammetterlo in quello che è il suo . Arirang, presentato nella sezione Un Certain Regard di Cannes 2011, è un momento autoriflessivo dopo una carriera che lo ha portato a dirigere 15 film in 13 anni. Un’operazione in cui Kim Ki-duk è regista, attore, montatore, sceneggiatore, direttore della fotografia, produttore e tecnico del suono. Concepito dopo una fase di stasi a seguito di un episodio avvenuto durante la lavorazione di Dreams, un incidente in cui un’attrice ha rischiato la vita, Arirang prende il titolo da una canzone tradizionale coreana, un lamento doloroso qui cantato dallo stesso regista.

 

GENDER GYMNASTICS (2008)

gender_gymnastics_sticklandLa Takarazuka Revue è una delle realtà teatrali di maggior interesse nel panorama culturale giapponese da inizio Novecento in poi. Nata nell’omonima città di Takarazuka come compagnia teatrale di sole donne che si è sempre distinta per i suoi musical basati sia sul mondo nipponico e asiatico che sulla tradizione letteraria europea e americana, la Takarazuka Revue ha rivestito un ruolo fondamentale nell’evoluzione degli shōjo manga, influenzando autori come Tezuka Osamu e la sua Principessa Zaffiro, così come anche Versailles no Bara di Ikeda Riyoko o Shōjo kakumei Utena.

 

UOMO CHE CAMMINA, L' (1992)

uomo_che_cammina_taniguchiRiedizione approntata per la Taniguchi Collection della collana Planet Manga di una delle opere più conosciute di Taniguchi Jiro, che illustra con un tratto realistico e dettagliato diciassette camminate nella magia del quotidiano che ci circonda. L'uomo che cammina è teso infatti a cogliere la semplice sensazione di meraviglia e candore nelle vicende minime che chiunque può vivere, a patto di sapersi aprire all'osservazione delle piccole cose che nella disordinata fretta propria di chi è affaccendato , o crede di esserlo, sovente sfuggono.

 

Alien vs. Ninja / Ninja contro alieni (2010)

ninja_contro_alieni_0Film di fantascienza gore a basso costo prodotto da Sushi Typhoon, sottoetichetta della gloriosa Nikkatsu pensata per l'esportazione (in special modo nel mondo anglofono) in forza di riferimenti alla cultura popolare di massa giapponese facilmente riconoscibili ed esportabili. In questo caso premessa e trama stanno tutte nel titolo: un pugno di ninja del clan Iga devono vedersela, nel mezzo di una foresta, con una manciata di alieni di gomma dalla velocità incredibile. Lasciata da parte qualsiasi velleità artistica o qualsivoglia tentativo di produzione di senso, rimane un action artigianale di bassa scuola Kitamura Ryuhei (tanto che l'action director Shimomura Yuji viene da prelibatezze come Versus, Alive o Aragami), con qualche trattenuto accento splatter e un paio di blande sessualizzazioni dell'immancabile ragazza ninja.

 

Go Lala Go! (2010)

go_lala_go_0Commedia sentimentale che a livello produttivo e figurativo si apre alla formula hollywoodiana, nel solco consapevole tracciato da Sophie's Revenge (2009). In questo caso si parte da un libro di Li Ke che racconta l'inarrestabile ascesa di un'impiegata in una grande corporation, tradendone in parte l'analisi per inserire un sottotesto romantico che snellisca la fruizione. L'attrice e autrice Xu Jinglei, sotto l'egida produttiva di Zhang Yibai (coraggioso svecchiatore del cinema cinese almeno dai tempi di Spring Subway - 2002), lascia da parte i toni sofisticati e si abbandona con una certa leziosità a batticuori hi-tech, tra grattacieli di vetro e abiti di lusso.

 

Poetry (2010)

poetry_0Dopo l'intenso Secret Sunshine (2007), che affrontava con visione stratificata la religione e l'anelito alla fede inconsapevole, Lee Chang-dong torna con una riflessione lieve e insieme lancinante sui meccanismi di reazione a dolore e colpa. In questo contesto la poesia, protagonista fin dal coraggioso titolo, è svelata come arma di fronte alle prove della vita: o meglio, la scelta delle parole che filtrano lo sguardo - ciò che si vede e si vive - diventa l'unica possibilità per affrontare il ricordo, come processo consapevole di attenta scelta del significato, e quindi di importanza, da dare a quello che ci circonda.

 

DA MAISON IKKOKU A NANA (2011)

da_maison_ikkoku_a_nanaIl volume parte da due serie animate realizzate in periodi differenti, gli anni '80 e l'inizio del nuovo millennio, per raccontare i mutamenti sociali e culturali intercorsi in Giappone in un così breve lasso di tempo. L'analisi di questi due cartoni animati, scelti come emblematici e rappresentativi delle rispettive epoche, non è dunque critica, ma principalmente sociologica. Si tratta di un punto di partenza fecondo, come precisa nella prefazione Gianluca Di Fratta, ancora poco sfruttato in Italia, che si serve dell'immaginario popolare (in questo caso l'animazione) come traccia per seguire le derive culturali.

 

Miyabe Miyuki, IL PASSATO DI SHOKO (1992)

passato_di_shokoUn mystery serrato e asciutto che sotto la patina procedurale classica nasconde una visione cupa e maestosa della società giapponese del dopo bolla economica. Il protagonista nominale è Honma Shunsuke, detective calmo e ormai disilluso dal passare del tempo, ma il reale centro nevralgico dell'intreccio è Shoko, la donna che un nipote gli chiede di rintracciare, perché scomparsa da tempo. Shoko è una presenza eterea, sfuggente, che non compare praticamente mai direttamente in scena, ma la cui aura infonde tutto il romanzo, con effetto destabilizzante e rivelatore dell'architettura di illusioni su cui si regge il meccanismo economico giapponese degli anni '80.

 

C'ERA UNA VOLTA IN GIAPPONE (1998)

cera_una_volta_giappone_wataseC’era una volta in Giappone (in originale Appare Jipangu) è un manga in tre volumi realizzato da Watase Yuu, già autrice del più famoso Fushigi Yuugi. La storia è abbastanza semplice e ha come protagonista Yusura, una ragazza dai modi mascolini di 15 anni che vive in un'ambientazione storica surreale e bizzarra che prende spunto dall’epoca Edo. La protagonista, abbandonata in fasce dai genitori, ha la missione di “mitigare la tristezza” altrui grazie all’uso del suo leggendario bastone Kongomaru. Compagni d’avventura sono l’assistente Minekichi e un affascinante samurai di nome Samon. Contemporaneamente alle sue missioni, Yusura inizierà anche la ricerca per rintracciare la sua vera famiglia.

 

Beck (2010)

beck_0Trasposizione live action di un manga di Harold Sakuishi a consolidamento del successo della serie animata del 2004. Storia di crescita e teen angst dalle cadenze rock diretta da Tsutsumi Yukihiko, reduce dall'ottimo riscontro per la trilogia di Twentieth Century Boys (2008-9), sempre tratta da un fumetto.

 

No Mercy (2010)

no_mercy_0Lussuoso esordio di Kim Hyeong-joon nel thriller procedurale, grazie alla produzione accorta di Kang Woo-suk (regista della serie Public Enemy e di molti altri successi del cinema coreano). L'ingranaggio della tensione parte dall'indagine su un omicidio per allargarsi a un rapimento, che trascina il protagonista in un vortice di violenza. Cinema di genere funzionale all'intrattenimento, con colpi di scena calibrati, pur prevedibili, e un'eleganza maniacale nella messa in scena, ma la struttura meccanica e una certa esasperazione di fondo non permettono di uscire dai confini del prodotto artigianale medio.

 


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