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Ultimi aggiornamenti

No Mercy (2010)

no_mercy_0Lussuoso esordio di Kim Hyeong-joon nel thriller procedurale, grazie alla produzione accorta di Kang Woo-suk (regista della serie Public Enemy e di molti altri successi del cinema coreano). L'ingranaggio della tensione parte dall'indagine su un omicidio per allargarsi a un rapimento, che trascina il protagonista in un vortice di violenza. Cinema di genere funzionale all'intrattenimento, con colpi di scena calibrati, pur prevedibili, e un'eleganza maniacale nella messa in scena, ma la struttura meccanica e una certa esasperazione di fondo non permettono di uscire dai confini del prodotto artigianale medio.

 

Cyrano Agency (2010)

cyrano_agency_0Specializzato in commedie leggere con risvolti sentimentali, Kim Hyun-seok alza la posta e punta a una riflessione spensierata sul Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand, mediato tramite le sue rielaborazioni filmiche. Ne esce un'opera altalenante, sospesa tra la soave raffinatezza intellettuale dei rimandi "alti" e i più abusati cliché del genere, sempre con quella dose di carineria sbarazzina necessaria a mantenere alto l'appeal commerciale.

 

Troubleshooter (2010)

troubleshooter_0Per il suo debutto dietro la macchina da presa Kwon Hyeok-jae - aiuto regista di Ryu Seung-wan in City of Violence (2006) e Dachiwama Lee (2008), che qui produce e co-firma la sceneggiatura - sceglie un approccio apparentemente commerciale, infarcendo la sua opera di un misto di azione, thriller e commedia. Il risultato, nonostante qualche limite perdonabile, si fa apprezzare: per una serata di puro intrattenimento Troubleshooter svolge il suo compito senza troppa fatica.

 

Enemy at the Dead End / Desire to Kill (2010)

enemy_at_dead_end_0Gli esordienti Jo Won-hee e Kim Sang-hwa compongono un insolito thriller della psiche con sfumature grottesche, ambientato quasi interamente in una claustrofobica stanza d'ospedale. Tra garze, sangue e sudore, lo scontro tra due pazienti speciali è pretesto per un violento divertissment a tema.

 

Intervista a Takahashi Gen

takahashi_genTakahashi Gen è uno dei principali registi indipendenti nel panorama cinematografico giapponese e amministratore della Grand Cafe Pictures. Lo abbiamo incontrato in occasione del Glasgow Film Festival 2011, kermesse che ha visto la proiezione del suo straordinario Confessions of a Dog (2006), di cui è imminente l’uscita in dvd per il mercato anglofono.

 

Shock Labyrinth: Extreme, The (2009)

shock_labyrinth_0Shimizu Takashi, patrono della serie infinita di The Grudge, sia nelle sue varianti giapponesi che nelle rielaborazioni hollywoodiane, cerca di smarcarsi dal titolo, anche se non dai temi che gli sono propri, con un horror sui fantasmi del ricordo che tornano a perseguitare un gruppo di giovani amici.

 

STUDIO GHIBLI (2009)

studio_ghibliIl volume di Colin Odelle e Michelle Le Blanc è una semplice e forse troppo semplicistica introduzione alla produzione dello studio di anime più famoso al mondo. Dopo una parte introduttiva abbastanza lunga, i due autori recensiscono, più che analizzare, tutti i film a firma di Miyazaki Hayao, Takahata Isao e dei loro principali collaboratori in fase precedente e successiva la costituzione dello Studio Ghibli.

 

Glasgow Film Festival 2011

gff2011_logoIl Glasgow Film Festival, tenutosi dal 17 al 27 febbraio 2011, è una manifestazione che sta crescendo di anno in anno e già nella precedente edizione aveva dato ampio spazio alle cinematografie asiatiche, con una sezione interamente dedicata alle nuove proposte dal Giappone. L'interesse si rinnova anche quest’anno con un buon numero di pellicole provenienti dal sud est dell’Asia, in particolare dal paese del sol levante.

 

July 32nd (2010)

july_32nd_0Tratto da un racconto breve di Ko Un, rinomato scrittore e poeta coreano, l'esordio nella regia di Jin Seung-hyeon, in passato nel team produttivo di pellicole come Libera Me (2000), è passato fugacemente ad alcuni festival internazionali già nel 2008, ma è uscito nelle sale coreane solo nell'aprile del 2010. L'idea di partenza è alla lontana assimilabile a quella di Old Boy (2003), ma qui l'approccio è stradaiolo, la narrazione lineare e gli esiti più spiccatamente tragici.

 

Moss (2010)

moss_0Ispirato a un fumetto di Yun Tae-ho distribuito in internet a partire dal 2007, Moss è il nuovo capitolo nel gigantismo produttivo di Kang Woo-suk, uno dei padrini della rinascita del cinema coreano del nuovo millennio, sia come regista che soprattutto come produttore. Con le sue quasi tre ore di lunghezza, presenta qui un thriller rurale perfettamente consapevole nel costruire meccanismi di tensione incisivi, immersi in un'atmosfera plumbea di omertà e segreti.

 

LOVE MY LIFE (2001)

love_my_life_mangaLa galassia queer giapponese narrata attraverso lo sguardo dolce e innocente di Ichiko, una ragazzina che fa il suo ingresso nel mondo degli adulti come rielaborazione della perdita della madre e del suo rapporto con la fidanzata Eri. A Yamaji Ebine, mangaka attiva dal 1996, non interessa la grancassa della denuncia frontale, ma la rappresentazione partecipata del piacere della scoperta di sé. In Love My Life, la sua opera più conosciuta, non ci sono grandi conflitti o tragedie, non esiste un destino avverso e monumentale contro cui il singolo deve scontrarsi per costituire la propria identità, c'è piuttosto una insondabile lotta quotidiana che si svolge nei piccoli dettagli, in quel percorso minimale, eppure fondamentale, che passa dalla paura alla felicità per quello che si è - qualsiasi cosa sia, nella piena accettazione della propria sessualità.

 


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