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Ultimi aggiornamenti

Intervista a Sono Sion

Sono SionIl Transilvania Film Festival di Cluj-Napoca è da sempre attento alle cinematografie provenienti dall'est asiatico, con particolare riguardo per Giappone e Corea del Sud. In questa edizione 2016, la 15ma, la kermesse guidata da Tudor Giurgiu, presidente del TIFF, dedica una retrospettiva al grande quanto controverso autore giapponese Sono Sion. Dieci le pellicole proposte: Suicide Club (Jisatsu Circle, 2001), Noriko's Dinner Table (Noriko no shokutaku, 2004), Love Exposure (Ai no mukidashi, 2008), Be Sure to Share (Chanto tsutaeru, 2009), Guitly of Romance (Koi no tsumi, 2011), The Land of Hope (Kibo no kuni, 2012), Love & Peace (Rabu & Pisu, 2015), Tag (Riaru onigokko, 2015), Shinjuku Swan (2015) e The Virgin Psychics (Eiga: Minna! Esupa da yo!, 2015). Presentiamo di seguito la testimonianza di Sono Sion, raccolta sabato 28 maggio alla proiezione di Guilty of Romance al cinema Florin Piersic, quasi del tutto pieno, alla presenza anche della protagonista Kagurazaka Megumi.

 

Wailing, The (2016)

The Wailing (2016)Il villaggio di Goksung, nella remota provincia sudcoreana, è teatro di omicidi misteriosi. Sui casi indaga l’ufficiale di polizia Jong-goo, mentre gli abitanti del luogo raccontano di aver visto nei boschi una creatura umanoide dagli occhi rossi intenta a divorare le carni di un animale. I sospetti si addensano su un misterioso giapponese, stabilitosi in una capanna in cima alla montagna più o meno nello stesso periodo in cui sono cominciati gli omicidi.

 

Apprentice (Singapore, 2016)

Apprentice (2016)Il padre di Aiman è morto quando questi era ancora un bambino, in seguito alla condanna a morte per la sua attività di spacciatore. Nonostante ciò, Aiman decide di lavorare proprio in una prigione, per aiutare le persone che hanno sbagliato nel loro percorso di rieducazione. Per una serie di circostanze, il ragazzo lavora a stretto contatto con Rahim, il boia che ha ucciso suo padre, e finisce per diventarne l’assistente.

 

Exile (Cambogia, 2016)

Exile (2016)Il segno lasciato, anche a distanza di anni, dalla visione di L’immagine mancante (2013) - e più in generale dalla filmografia di Rithy Panh (si veda lo scioccante S21: La macchina di morte dei Khmer Rossi, del 2003), quasi interamente dedicata alla rielaborazione della tragedia cambogiana - è indelebile, proprio come il dolore che vi è raccontato. Uno dei molti meriti dell'opera di Panh è quello di aver riaperto una ferita troppo profonda per essere dimenticata e archiviata come semplice avvenimento storico. Quanto messo in opera dagli Khmer rossi di Pol Pot costituisce il più terribile esperimento di esasperazione rivoluzionaria, condotto a spese di un popolo annullato culturalmente quando non fisicamente.

 

Lee Hyeonseo, LA RAGAZZA DAI SETTE NOMI (2015)

La ragazza dai sette nomiChe la Repubblica Popolare Democratica di Corea, meglio conosciuta come Corea del Nord, sia retta da una dittatura totalitaria è risaputo. È noto anche come sia difficile per un visitatore straniero ottenere il permesso per entrarvi. Le informazioni che ci giungono da questa terra, quasi leggendaria per quanto lontana dalla definizione occidentale di modernità e democrazia, sono approssimative e spesso inaffidabili. Nonostante notizie di avvenimenti inquietanti trapelino con cadenza quasi quotidiana dai telegiornali e vengano prontamente condivise sui social media, è ancora difficile potersi costruire un’idea ben strutturata della condizione nordcoreana. In questo senso, La ragazza dai sette nomi di Lee Hyeonseo, aiutata nella stesura dallo scrittore statunitense David John, che ha vissuto a Seoul e visitato la Corea del Nord, ha l’innegabile pregio di aprire una finestra su molti degli aspetti più oscuri e sconosciuti di questo paese.

 

Mo Yan, IL PAESE DELL'ALCOL (1992)

Il paese dell'alcol di Mo YanDopo la prima pubblicazione in Cina nel 1992 e una versione riveduta nel 2000, Il paese dell’alcol di Mo Yan (Jiuguo in originale) arriva anche in Italia, edito da Einaudi e tradotto dal cinese da Silvia Calamandrei.

 

Train to Busan (2016)

Train to Busan (2016)Seok-wu è un manager, separato dalla moglie e padre di una bambina. La piccola Su-an, sentendosi trascurata da Seok-wu, chiede di essere portata dalla mamma che abita a Busan. I due intraprendono il viaggio ma, sul treno diretto verso la grande città, sale una ragazza con strane ferite su tutto il corpo che dopo poco si tramuta in uno zombi. Il contagio degli altri passeggeri impone al manager e ai pochi sopravvissuti di resistere fino all’arrivo del treno a Busan.

 

Handmaiden, The (2016)

The Handmaiden (2016)Corea, 1930. Durante l’occupazione del Giappone, la giovane Sookee diviene cameriera al servizio dell’ereditiera giapponese Hideko, che vive segregata in una ricca dimora con lo zio Kouzuki. Ma la ragazza nasconde un segreto: è in realtà una ladra assoldata da un Conte giapponese per spingere Hideko a sposarlo e impossessarsi così del suo patrimonio. Il progetto sembra concretizzarsi, ma inaspettatamente Sookee e Hideko si innamorano e decidono di cambiare il loro destino, in un continuo gioco di inganni e false verità.

 

The Power of Music, rassegna di cinema giapponese

A Band Rabbit and a BoyDal 26 aprile al 9 giugno 2016 si terrà a Roma, presso l'Istituto Giapponese di Cultura in via Gramsci 74,la rassegna The Power of Music, dedicata ad alcuni recenti film giapponesi con al centro la musica. Le proiezioni, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti, si terranno in lingua originale con sottotitoli in inglese o italiano. Quattro i titoli selezionati. A “Band Rabbit” and a Boy (Gakutai no usagi) di Suzuki Takuji, del 2013, tratto da un romanzo di Nakazawa Kei, segue un timido liceale che per un bizzarro caso del destino inizia a frequentare la banda di ottoni scolastica. Have a Song on Your Lips (Kuchibiru ni uta o) di Miki Takahiro, del 2015, racconta di una pianista rinomata che torna al paese natale e inizia a seguire un coro scolastico con poca convinzione, fino a scatenare una frizione con la leader del coro. Abraxas (Aburakusasu no matsuri) di Kato Naoki, del 2010, racconta di un monaco buddista in crisi spirituale che sente di doversi riavvicinare al suo passato di chitarrista punk-rock. Il protagonista è il cantnate Suneohair. Infine Maestro! (id.) di Kobayashi Shotaro, del 2015, ispirato all'omonimo manga di Saso Akira, vede protagonisti un violinista, un misterioso direttore d'orchestra e un gruppo di strumentisti alla deriva.

 

Li Ruzhen, DESTINI DEI FIORI NELLO SPECCHIO (1828)

Destini dei fiori nello specchioDurante il regno dell'imperatrice Wu Zetian (690-705) l'ambizione sfrenata della corte, alla ricerca di una bellezza edonistica e passeggera, porta alla fioritura di tutti i fiori fuori stagione. Le immortali fate dei Cento Fiori, responsabili loro malgrado dello squilibrio naturale, vengono condannate a reincarnarsi in altrettante fanciulle mortali. Intanto un letterato e funzionario di basso rango, Tang Ao, le cui possibilità di carriera sono limitate da un inconsapevole legame passato con figure eversive, decide di abbandonare la strada della “polvere rossa” e di puntare all'ascetismo. Un saggio gli rivela in sogno che dovrà compiere un viaggio per mari e terre straniere per trovare e accudire dei preziosi fiori. Solo così potrà diventare un immortale. Tang si reca allora dal cognato Lin Zhiyang, un commerciante marittimo, e insieme si imbarcano verso l'ignoto.

 

Crouching Tiger Hidden Dragon: Sword of Destiny (2016)

Crouching Tiger Hidden Dragon: Sword of DestinyDopo la morte del maestro Li Mu-bai nel mondo delle arti marziali si diffonde il caos, finché a prevalere non è il crudele Hades Dai. Quando quest’ultimo viene a sapere dove si trova la spada di Li Mu-bai, Destino Verde, scatena una caccia all’uomo senza esclusione di colpi pur di impossessarsene.

 


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