404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

You are here:   Home Interviste Cinema Intervista a Zhang Ming

Intervista a Zhang Ming

Monday, 02 May 2005 00:00 Paolo Bertolin Interviste - Cinema
Print

Nel 1995 il cinese Zhang Ming realizzò il suo primo lungometraggio, In Expectation (Wushan Yunyu), che gli permise di vincere numerosi riconoscimenti internazionali, tra i quali il primo premio a Torino Cinema Giovani 1996. La presentazione del film all'estero senza il visto di Pechino ha però costretto Zhang a un lungo silenzio, finalmente interrotto nel 2001 dalle riprese di Weekend Plot, presentato in concorso ai Festival di Tokyo 2001 e Rotterdam 2002. Il risultato è un film sorprendente ed inconsueto almeno quanto In Expectation, in cui eco antonioniane risuonano limpide. Cinque pechinesi si recano per un weekend di vacanza in una località sulle rive del maestoso Fiume Giallo, dove li accoglie l'ex fidanzato di una di loro, ora poliziotto. Intenti a oziosi giochi in riva al fiume, i protagonisti rinvengono tra le proprie cose un biglietto con la scritta "Ti amerò fino alla morte". La notte a venire sarà occupata dai tentativi di individuarne l'autore, e da un conseguente gioco al massacro psicologico. Zhang Ming ci ha parlato del suo film e del cinema in Cina.

Quali sono stati i suoi studi e quali sono state le sue principali influenze come regista?
Quando ero ragazzo mi piaceva dipingere; c'erano poche possibilità di vedere film in Cina. Mi piaceva il regista russo Ejsenštejn. Ho studiato cinema presso l'Accademia del Cinema di Pechino e lì ho cominciato ad interessarmi ai film degli anni '50, '60 e '70. I registi che mi hanno dato molte influenze ed ispirazione sono Buñuel, Tarkovski e Antonioni.
In effetti, vedendo Weekend Plot, è difficile per un occidentale non pensare ad Antonioni...
Spero che il mio film somigli davvero al cinema di Antonioni. Mi piacciono molto la monotonia e la prosciugatezza dello stile di Antonioni. Allo spettatore può sembrare monotono e prosciugato, ma per me, come per altri a cui piace, Antonioni è qualcosa di interessante, diverso.
In una dichiarazione su Weekend Plot ha detto che il film è "una fantasia sulla realtà", cosa intendeva dire?
Era una dichiarazione riferita al personaggio del poliziotto presente nel film. Rispetto al poliziotto, gli amici che sono venuti per un weekend dalla città rappresentano qualcosa che lo mette a disagio, che lo vede sfavorito nel confronto con loro, in primo luogo in ambito sociale ed economico. Questo confronto lo porta a fantasie rispetto alla "sua" realtà, a conflitti fuori e dentro di sé. Per lui è difficile tornare alla vita di tutti i giorni, allo stato in cui le cose erano prima, e tutto a causa del fascino che il fantasticare su una realtà diversa provoca in lui. Il protagonista è confrontato ad una situazione su cui non ha il controllo.
In seguito al ritrovamento del biglietto con scritto "ti amerò fino alla morte" i protagonisti cominciano ad interrogarsi su chi ne sia l'autore. La rivelazione finale discredita l'importanza di questa ricerca, ma nel frattempo qualcos'altro è emerso, tensioni e conflitti latenti...
In superficie sembra che il biglietto sia davvero importante, che tutto e tutti siano concentrati solo su esso. In verità, la chiave del film non risiede lì. I protagonisti fanno del biglietto una gran cosa, ma sanno che il problema è altrove. Il punto è che le persone cercano l'amore ma non lo trovano. Come ne L'avventura di Antonioni la ragazza che scompare non è importante, ciò che importa sono le relazioni tra i protagonisti che vengono messi insieme dalla scomparsa. I protagonisti di Weekend Plot non riescono a raggiungere il loro obiettivo. A mio avviso, i giovani cinesi di oggi non hanno un obiettivo, uno scopo nella vita, hanno perso la propria strada. Ai tempi del presidente Mao, la vita era rigidamente regolata e basata sulla parsimonia. Oggi le persone badano solo ai soldi e a gratificazioni materialiste.
Si sente in qualche modo legato ad altri registi cinesi della sua generazione? Apprezza il lavoro di un qualche suo collega in particolare?
Rispetto agli altri registi cinesi contemporanei i miei film sono più incentrati sull'immaginazione, su aspetti di fantasia. Non sono radicati in un contesto realista. Apprezzo maggiormente i lavori degli anni '30 e '40, ma penso che anche in questo momento ci siano dei film di buon livello. Mi piaceva molto Terra Gialla di Chen Kaige, anche se non mi piacciono i suoi lavori successivi. Mi piace molto The Blue Kite di Tian Zhuangzhuang. Ma di solito sono uno spettatore molto esigente! (ride)
Com'è essere cineasta in Cina oggi?
Ci si sente come un pesce nell'acqua, ma in Cina non c'è acqua buona. E' difficile per un regista muoversi e sopravvivere in quest'acqua.

sitemap
Share on facebook