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Aoyama Nanae, UN BEL GIORNO PER RIMANERE SOLA (2007)

bel_giorno_per_rimanere_solaChizu, ventenne appena trasferitasi a Tokyo, convive nella casa di Ginko, anziana amica di famiglia. La giovane è introversa e si trascina da un piccolo lavoretto all'altro, perpetrando relazioni sentimentali di cui non è neanche troppo convinta. L'anziana è solare e vivace, tanto da iniziare una storia con un coetaneo conosciuto a un corso di ballo. Nell'arco di un anno la loro convivenza trasforma entrambe.

 

Jo Kyung-ran, UNA DOLCE VOLUTTA' (2007)

dolce-voluttaCuori infranti, cucina italiana e sapori gotici si fondono nel più noto romanzo di Jo Kyung-ran, scrittrice coreana nata nel 1969 e conosciuta fin dal 1996 per il suo esordio con The French Optician, cui poi sono seguite le conferme Time for Breaking Bread (1996) e A Narrow Gate (2003). Parte della notorietà di questo romanzo è però dovuta a un intricato presunto caso di plagio: secondo alcune ricostruzioni, l'idea di base e persino il titolo (in originale Hyo, letteralmente Lingua) risalirebbero a quando Jo faceva parte della giuria di un premio letterario per esordienti, sul finire del 2006. In questa sede avrebbe letto il testo di Ju Yi-ran, sua accusatrice, da cui sarebbe partita per la stesura di Una dolce voluttà, uscito poi nel novembre del 2007.

 

ROBOT (2007)

robot-fenomenologia-dei-gigantiIl libro curato da Gianluca Di Fratta, orientalista cui si deve anche un interessante volume sui fumetti giapponesi in Italia, è divertente e intrigante. Robot - Fenomenologia dei giganti di ferro giapponesi si discosta infatti da altri contributi su robot e mecha nipponici, che focalizzano la loro attenzione solo sul mondo del manga e degli anime. In questo caso il discorso si amplia e chiama in causa il rapporto che intercorre tra la società odierna giapponese, la robotica e, infine, la tecnologia, come per i capitoli redatti da Guglielmo Signora e Alessandro Vietti.

 

GENDER GYMNASTICS (2008)

gender_gymnastics_sticklandLa Takarazuka Revue è una delle realtà teatrali di maggior interesse nel panorama culturale giapponese da inizio Novecento in poi. Nata nell’omonima città di Takarazuka come compagnia teatrale di sole donne che si è sempre distinta per i suoi musical basati sia sul mondo nipponico e asiatico che sulla tradizione letteraria europea e americana, la Takarazuka Revue ha rivestito un ruolo fondamentale nell’evoluzione degli shōjo manga, influenzando autori come Tezuka Osamu e la sua Principessa Zaffiro, così come anche Versailles no Bara di Ikeda Riyoko o Shōjo kakumei Utena.

 

Ogawa Yoko, PROFUMO DI GHIACCIO (1998)

profumo_di_ghiaccio_ogawaRomanzo sull'evanescenza della memoria e sul paradosso dell'incontro con l'altro da sé, che isolati nel nostro corpo siamo comunque impossibilitati a conoscere sino in fondo: Ryoko è una giornalista decisa a scoprire i motivi del suicidio di Hiroyuki, suo compagno, creatore di delicate fragranze in un laboratorio di profumi. Parte in un viaggio a ritroso nel ricordo che la porterà fino a Praga, all'adolescenza di Hiroyuki, persona così diversa dal ragazzo preciso e meticoloso che lei ha conosciuto.

 

STUDIO GHIBLI (2009)

studio_ghibliIl volume di Colin Odelle e Michelle Le Blanc è una semplice e forse troppo semplicistica introduzione alla produzione dello studio di anime più famoso al mondo. Dopo una parte introduttiva abbastanza lunga, i due autori recensiscono, più che analizzare, tutti i film a firma di Miyazaki Hayao, Takahata Isao e dei loro principali collaboratori in fase precedente e successiva la costituzione dello Studio Ghibli.

 

Kirino Natsuo, REAL WORLD (2003)

real_worldKirino Natsuo, nome d'arte di Hashioka Mariko, è nata nel 1951 a Kanazawa: ha iniziato a scrivere già trentenne (l'esordio è del 1984) e ha raggiunto il successo nel 1993 con il mystery Kao ni furikakaru ame (letteralmente Il viso su cui cade la pioggia), divenendo un caso editoriale nel 1997 grazie al successo di Out (tradotto in italiano come Le quattro casalinghe di Tokyo, sempre per Neri Pozza). Da allora è considerata la figura di punta della fitta trama di scrittrici di mystery giapponesi come Nonami Asa o Shibata Yoshiki, insieme probabilmente a Miyabe Miyuki - più giovane di un decennio, ma attiva nello stesso arco temporale. Come per Miyabe, la definizione di scrittrice attiva in un unico genere le sta però stretta, e Real World ne dimostra la profondità di sguardo nell'analizzare gli intimi meccanismi sociali che regolano il Giappone contemporaneo, partendo in questo caso dall'universo giovanile.

 

Shin Kyung-sook, PRENDITI CURA DI LEI (2008)

prenditi_cura_di_leiIn una concitata stazione della metropolitana di Seoul un'anziana scompare misteriosamente. Il marito si ritrova solo nel vagone affollato, con la borsetta della moglie in mano. I figli, riunitisi per affrontare la crisi, decidono di preparare dei volantini segnaletici, nella speranza che qualche testimone possa dare indizi utili per il ritrovamento. Da queste premesse parte il ritratto elegiaco e spietato di una donna di un altro tempo, sola e pervicace, analfabeta e instancabile - un omaggio amorevole ed enfatico alla figura della madre nelle relazioni con la sua famiglia e il mondo esterno.

 

DA MAISON IKKOKU A NANA (2011)

da_maison_ikkoku_a_nanaIl volume parte da due serie animate realizzate in periodi differenti, gli anni '80 e l'inizio del nuovo millennio, per raccontare i mutamenti sociali e culturali intercorsi in Giappone in un così breve lasso di tempo. L'analisi di questi due cartoni animati, scelti come emblematici e rappresentativi delle rispettive epoche, non è dunque critica, ma principalmente sociologica. Si tratta di un punto di partenza fecondo, come precisa nella prefazione Gianluca Di Fratta, ancora poco sfruttato in Italia, che si serve dell'immaginario popolare (in questo caso l'animazione) come traccia per seguire le derive culturali.

 

Miyabe Miyuki, IL PASSATO DI SHOKO (1992)

passato_di_shokoUn mystery serrato e asciutto che sotto la patina procedurale classica nasconde una visione cupa e maestosa della società giapponese del dopo bolla economica. Il protagonista nominale è Honma Shunsuke, detective calmo e ormai disilluso dal passare del tempo, ma il reale centro nevralgico dell'intreccio è Shoko, la donna che un nipote gli chiede di rintracciare, perché scomparsa da tempo. Shoko è una presenza eterea, sfuggente, che non compare praticamente mai direttamente in scena, ma la cui aura infonde tutto il romanzo, con effetto destabilizzante e rivelatore dell'architettura di illusioni su cui si regge il meccanismo economico giapponese degli anni '80.

 

Xu Xiaobin, IL SERPENTE PIUMATO (1998)

xu_serpente_piumatoCinque generazioni di donne che percorrono un secolo di storia cinese: sembra la solita saga familiare, come ci ha abituato certa letteratura cinese, in chiave femminile, ma lo spiritato romanzo di Xu Xiaobin va oltre, uno spaccato rovente della società cinese che parla di colpa, espiazione, rabbia con una forza empatica dilaniante. Percorso da intersezioni temporali e cambi repentini del punto di vista, Il serpente piumato incide a fuoco il dolore della memoria e la tragedia di un destino che si annida nel trascorrere degli anni - inframmezzando reale, sogno e fantastico con una maestria alchemica.

 


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