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Mo Yan, IL PAESE DELL'ALCOL (1992)

Wednesday, 06 April 2016 08:10 Eleonora Fanile Libri - Cina, HK, Taiwan
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Il paese dell'alcol di Mo YanDopo la prima pubblicazione in Cina nel 1992 e una versione riveduta nel 2000, Il paese dell’alcol di Mo Yan (Jiuguo in originale) arriva anche in Italia, edito da Einaudi e tradotto dal cinese da Silvia Calamandrei.

Il romanzo si sviluppa su tre livelli narrativi che si intrecciano dall’inizio alla fine del libro. Il nucleo centrale è la storia che vede come protagonista l’ispettore Ding Gou’er, mandato a Jiuguo – paese noto per essere patria di ottimi liquori – a indagare su presunti casi di cannibalismo. Gira voce, infatti, che gli abitanti di Jiuguo siano soliti banchettare con carne di bambini, che vengono venduti in tenera età dai genitori senza il minimo scrupolo ai ristoranti più raffinati. Il secondo livello narrativo è lo scambio epistolare tra Mo Yan e il giovane Li Yidou che, oltre a essere uno specializzando in miscelazione di liquori presso l’Università della distillazione di Jiuguo, si dichiara anche un aspirante scrittore. Sono proprio i racconti che Li Yidou invia al maestro Mo Yan, i cui personaggi rimandano curiosamente agli avvenimenti descritti nella vicenda principale, a costituire il terzo livello di narrazione. Il tema del cannibalismo non è nuovo nell’immaginario cinese, né tantomeno estraneo alla letteratura moderna e contemporanea, basti pensare al racconto Diario di un pazzo del 1918 di Lu Xun – padre della letteratura moderna cinese – dove il protagonista è convinto di vivere in un mondo di cannibali intenzionati a divorarlo. Come in Diario di un pazzo, la certezza che gli atti di cannibalismo si compiano effettivamente, però, non si concretizza.
Nel romanzo di Mo Yan realtà, finzione e fantasia si fondono sfumando sempre in un alone di mistero. L’epoca in cui il romanzo viene pubblicato, l’inizio degli anni Novanta, coincide con il periodo di apertura e riforme fortemente voluto da Deng Xiaoping, dove guadagno e successo incarnano i nuovi valori della società cinese. Il cannibalismo ritorna come metafora della corruzione e dell’ottusità della classe dirigente cinese, e forse non è un caso che siano proprio neonati e bambini, la categoria più indifesa, a essere mangiati. L’alcol – vero protagonista del romanzo – regna sovrano in tutti e tre i livelli della narrazione: l’obnubilamento provocato dalla continua assunzione di alcolici, unito alla presenza di personaggi fantastici che si frappongono sempre fra il protagonista e il suo obiettivo finale, impedisce all’ispettore Ding Gou’er di portare a termine il suo importante compito, lasciando il dubbio che i prelibati piatti a base di carne umana altro non siano che un’illusione creata dagli scherzi della mente e dallo stato di ebbrezza.
Il paese dell’alcol è indubbiamente una lettura forte e cruda, tratto distintivo della scrittura di Mo Yan, e una delle più rappresentative del “realismo allucinato” per cui l’Accademia Svedese ha deciso di assegnargli nel 2012 il Premio Nobel per la Letteratura.


autore: Mo Yan
casa editrice: Einaudi
anno: 2016
pagine: 363
prezzo: 21,00 €
isbn: 978-88-06-15515-5
lingua: italiano

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