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Li Ruzhen, DESTINI DEI FIORI NELLO SPECCHIO (1828)

Friday, 22 April 2016 12:50 Stefano Locati Libri - Cina, HK, Taiwan
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Destini dei fiori nello specchioDurante il regno dell'imperatrice Wu Zetian (690-705) l'ambizione sfrenata della corte, alla ricerca di una bellezza edonistica e passeggera, porta alla fioritura di tutti i fiori fuori stagione. Le immortali fate dei Cento Fiori, responsabili loro malgrado dello squilibrio naturale, vengono condannate a reincarnarsi in altrettante fanciulle mortali. Intanto un letterato e funzionario di basso rango, Tang Ao, le cui possibilità di carriera sono limitate da un inconsapevole legame passato con figure eversive, decide di abbandonare la strada della “polvere rossa” e di puntare all'ascetismo. Un saggio gli rivela in sogno che dovrà compiere un viaggio per mari e terre straniere per trovare e accudire dei preziosi fiori. Solo così potrà diventare un immortale. Tang si reca allora dal cognato Lin Zhiyang, un commerciante marittimo, e insieme si imbarcano verso l'ignoto.

Le premesse fantastiche di Destini dei fiori nello specchio (Jinghua yuan) aprono a un viaggio di formazione ricco di creature fantastiche, apparizioni mitologiche, rimandi eruditi e una passione inestinguibile per la cultura cinese classica. Il romanzo ha un incedere picaresco che svela un gusto raffinato per le citazioni di vecchi libri e credenze popolari, con dialoghi ironici tra Tang e Lin, cui si aggiungono il timoniere del loro vascello, Duo, detto Nono Zio, e sporadicamente moglie e figlia di Lin. Le avventure di Tang acquistano un sapore sempre più allegorico, ma la modalità narrativa scanzonata e l'ironia lieve della scrittura garantiscono un ritmo piacevole e disteso. L'impalcatura di fondo fa riferimento a valori confuciani come la pietà filiale e la devozione ai superiori, mescolati con la ricerca di stampo taoista per l'immortalità, eppure il racconto è godibile anche come puro intrattenimento escapista.
Destini dei fiori nello specchio ha un sapore classico. Scritto a inizio Ottocento, conserva la struttura stratificata della tradizione narrativa cinese, ma rivela anche un carattere sperimentale nel continuo ondeggiare tra istanze pre-moderne (la costruzione dei personaggi in qualche modo statica, l'incedere episodico) e slanci quasi postmoderni (la ricerca della citazione, la commistione di registri, la convergenza degli universi narrativi di opere famose in un mondo unico). La predilezione per giochi di parole, riferimenti incrociati, puzzle verbali e altri dispositivi linguistici riflette sicuramente gli interessi molteplici del suo autore. Li Ruzhen è nato nel 1763 nella zona di Pechino in una famiglia di funzionari. Tentò gli esami imperiali, ma rimase tutta la vita al livello di “talento fiorito”, che permetteva di svolgere soltanto incarichi subordinati di assistente. Dalle seconde linee, al servizio del fratello maggiore, ebbe comunque l'opportunità di conoscere molti viaggiatori e mercanti e coltivare le sue molte curiosità. Scrisse diversi saggi, ma un solo romanzo, cesellato nel corso di diversi decenni. Una prima edizione di Destini dei fiori nello specchio uscì nel 1818, cui fece seguito una nuova versione riveduta e accompagnata da illustrazioni nel 1828, considerata definitiva, uscita a due anni dalla sua morte.
L'edizione italiana è a cura della sinologa Donatella Guida, che nell'introduzione chiarisce efficacemente la scelta di offrire una versione non integrale del romanzo. L'edizione originale di Destini dei fiori nello specchio è in 100 capitoli: qui sono invece presentati i primi 40, suddivisi tra prologo mitologico (1-6) e viaggio di Tang (7-40). L'esclusione riguarda il successivo viaggio di Tang Xiaoshan, figlia di Tang Ao, alla ricerca del padre (41-53), e l'epopea delle fanciulle reincarnate che si preparano agli esami imperiali (54-100). Questa seconda parte perdeva il carattere prettamente narrativo, per arenarsi in continui giochi letterari: per non appesantire ulteriormente la lettura, si è preferito dunque concentrarsi sul più ritmato viaggio di iniziazione spirituale di Tang Ao. Il racconto rimane conchiuso e fruibile anche così, e se è un peccato non poterne godere nella sua totalità, è comprensibile il timore che la mole (si sarebbero superate le 1.000 pagine) e la difficoltà avrebbero potuto trasformarsi in un deterrente alla lettura. La scelta nella traduzione è stata infatti quella dell'immediatezza, pur nell'aderenza rigorosa al testo originale cinese. Per questo i termini cinesi nel testo sono ridotti al minimo, mentre le note, pur presenti, hanno una funzione integrativa e non puramente esplicativa (ovvero – chi non è interessato può leggere il libro senza dover per forza farvi riferimento). La traduzione è scorrevole, anche se trasporta in italiano la forma aulica dell'originale, e si sforza di rendere conto di numerosi giochi di parole intraducibili.

Destini dei fiori nello specchio si rivolge a un pubblico motivato e consapevole, curioso di approfondire la tradizione letteraria cinese oltre i grandi classici già noti, e in tal senso è pienamente appagante, dimostrandosi una lettura fondamentale. Più difficile riesca a coinvolgere una platea generalista, ma certo i lettori più curiosi e avventurosi potrebbero restare piacevolmente intrigati.


autore: Li Ruzhen
casa editrice: O Barra O
anno: 2016
pagine: 544
prezzo: 19,50 €
isbn: 978-88-69680014
lingua: italiano

 

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