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Sanyutei Encho, LA LANTERNA DELLE PEONIE (1884)

Saturday, 29 December 2012 16:56 Stefano Locati Libri - Giappone
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lanterna_delle_peonie_sanyutei_enchoLa lanterna delle peonie (Kaidan botandoro) è un racconto di fantasmi tradizionale molto conosciuto in Giappone: la sua origine risale a una storia cinese del 1378, Mudan dengji, redatta da Qu You, poi diffusasi in Giappone a partire dal XV secolo. Delle infinite varianti successive, quella di Sanyutei Encho (1839-1900) è tra le più conosciute. Sanyutei era un rakugoka, un narratore professionista di storie, che si esibiva negli yose, piccoli teatri utilizzati da declamatori di vari generi. La sua prima versione orale della storia risale al 1861, base per una rielaborazione successiva quando l'autore ebbe l'intuizione, spinto da alcuni critici, di dare una forma stabile scritta, ulteriormente arricchita di sottotrame e personaggi.

Il racconto si apre sul samurai Iijima Heizaemon, che durante una visita al mercato arriva a uccidere un ronin ubriaco, colpevole di averlo provocato ripetutamente. Dopo aver dato alla luce la splendida Otsuyu, la sua vita è però offuscata dalla morte dell'amata moglie. Iijima prende come amante l'ambigua cameriera Okuni, che lo convince ad allontanare Otsuyu, esiliata a Yanagijima insieme alla nutrice. Un giorno un conoscente si reca all'isolata abitazione delle due donne, accompagnato dall'attraente Hagiwara Shinzaburo, e tra i due giovani sboccia subito una tenera attrazione. Otsuyu dichiara che se Hagiwara non tornerà a trovarla, ne morirà. Passa il tempo, ma il destino impedisce al ragazzo di mantenere fede alla promessa, fino a che non viene informato della morte della giovane e della sua nutrice. Tempo dopo, però, alla luce di una lanterna decorata con fiori di peonia, vede passare due figure femminili eteree identiche alle due donne.
Sanyutei Encho, il cui vero nome era Izubuchi Jirokichi, è abile nell'intrecciare i piani narrativi, passando alternativamente al punto di vista dei diversi personaggi nel proseguire il racconto. Con uno stile diretto attento ai dettagli, Sanyutei tratteggia una storia tragica, venata di nostalgia, che mette in mostra le onde del karma infrangersi a distanza di tempo sui protagonisti, senza rinunciare ad accenni ironici e fasi distensive. La struttura e il tipo di racconto hanno un sapore molto ottocentesco, ma la lingua e le descrizioni, a volte anche efferate, hanno una valenza atemporale che suona appassionata ancora oggi.
Cura e traduzione dal giapponese, che per quanto scorrevole tenta efficacemente di mantenere i toni aulici dell'originale, sono di Matilde Mastrangelo, docente di lingua e letteratura giapponese all'Università La Sapienza di Roma. La curatrice firma una esauriente introduzione, utile a spiegare il contesto artistico in cui collocare l'opera, oltre a fornire dati essenziali sulla storia, i suoi significati simbolici e la sua ricezione, e una nota biografica sull'autore, annotando il testo con informazioni precise ed essenziali. Si tratta di un apparato critico introduttivo necessario - attenzione solo che all'interno viene svelato lo svolgimento quasi completo della storia. Come negli altri titoli della collana, completa il testo un glossario dei termini originali. Un racconto piacevole e ricco di sorprese eleganti, che può trascendere il prevalente interesse storico-letterario fino ad arrivare intatto agli appassionati di storie di fantasmi, non solo asiatici.


autore: Sanyutei Encho
casa editrice: Marsilio, collana Mille Gru
anno: 2012
pagine: 292
prezzo: 18,00 euro
isbn: 978-88-317-1287-3
lingua: italiano


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