Yoshimoto Banana, KITCHEN (1988)

kitchenMikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, è in cerca di sicurezza. Sembra trovarla nell'amico Yuichi e nella sua ambigua madre. Divisa tra la fascinazione per la cucina come luogo in cui nascondersi e la curiosità della scoperta, Mikage si costruisce una nuova famiglia, basata sull'elezione piuttosto che sulla biologia. Primo romanzo, diviso in due parti, uscito originariamente nel 1988, e già enorme successo - tanto che in patria è l'inizio di un caso letterario, valido oltre sessanta ristampe. La scrittura di Yoshimoto, resa con candore dalla traduzione dal giapponese di Giorgio Amitrano, procede per ellissi e pennellate rade, sempre profonde. Partendo dalla cultura shojo manga, dall'universo dei dorama televisivi, dai colori della musica pop, Yoshimoto ricrea un mondo a parte, identico al nostro, dove però i sentimenti sono amplificati e riverberati. Qui ci sono già tutte le grandi ossessioni di sempre, la solitudine adolescenziale, lo spleen esistenziale, il vuoto pneumatico della vita moderna, il cibo e quel tipico rimescolamento di generi (romanzo rosa, thriller, fantasy) attuato in chiave alta, ma con una consapevole ingenuità di fondo, ossimoro alla base della sua scrittura. Un romanzo dall'architettura semplice la cui forza ammalia.
In appendice, oltre a una postfazione del traduttore, anche il racconto Moonlight Shadow, lavoro d'esordio risalente al periodo universitario. Dal libro sono stati tratti due film omonimi. Il primo, produzione giapponese del 1989, diretto da Morita Yoshimitsu. Il secondo, co-produzione tra Giappone e Hong Kong del 1997, decisamente più riuscito, diretto da Yim Ho.


autore: Yoshimoto Banana
casa editrice: Feltrinelli
anno: 2002
pagine: 150
prezzo: 6,50 euro
isbn: 9788807812439
lingua: italiano