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JAPANESE HORROR CINEMA (2005)

Monday, 15 November 2010 14:22 Stefano Locati Libri - Saggi
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japanese_horror_cinema_jay-mcroyDa Ring in poi il cinema horror giapponese è tornato prepotentemente alla ribalta internazionale, tanto che Nakata Hideo e una manciata di altri autori sono stati considerati la testa di ponte di una new wave asiatica del genere. Un successo raccontato anche dal rumore mediatico che precede l'uscita di ogni nuova pellicola e soprattutto dai numerosi progetti multimilionari di remake portati avanti a Hollywood (da The Ring a Pulse). Tutta questa sovraesposizione giustifica certo una ricerca che analizzi il fenomeno partendo dalle origini. Tra gli altri ci prova anche questa raccolta di saggi curata da Jay McRoy, professore associato di inglese e coordinatore del programma di studi filmici dell'università di Wisconsin-Parkside. Il problema è però che il volume è fuorviante sotto molti aspetti. In prima istanza i saggi prendono in considerazione solo il nuovo horror, quello post Ring, per intendersi, e non toccano - se non tangenzialmente - la storia del cinema horror giapponese, come avrebbe invece fatto supporre il titolo, dal sapore enciclopedico: Japanese Horror Cinema. Non è pensabile che un volume di studio sul genere citi in 14 occasioni e per più di una pagina un film certo importante, ma dalla portata limitata, come Ring, e solo in 4, per giunta di sfuggita, un film fondante e fondamentale come Kwaidan. Il secondo limite è nelle conoscenze dei singoli autori: senza dubbio la scelta di McRoy è stata quella di premiare una visuale eclettica, sfaccettata, ma a venire penalizzata è la profondità di sguardo degli interventi. Molti dei collaboratori al volume sono sicuramente specialisti di cinema in generale, di film dell'orrore o di teatro, ma si ha la sensazione che manchi loro una approfondita conoscenza proprio di ciò di cui sono chiamati a parlare - il cinema giapponese. Non si spiega altrimenti come sia possibile basare la propria analisi su dati di seconda mano, come accade ad esempio a Richard J. Hand da un lato e Steffen Hantke dall'altro, che traggono alcune conclusioni contando i film citati da Thomas Weisser e Yuko Mihara Weisser nel loro Japanese Cinema Encyclopedia: Horror, Fantasy, Science Fiction. Infine c'à la portata limitata dei saggi: salvo rare eccezioni non si tratta di sguardi di ampio respiro, ma di interventi incentrati su uno o al più una manciata di titoli; balena così il dubbio che si tratti perlomeno di uno sguardo parziale, se non incompleto.
Prese a questo modo parzialmente le distanze, c'è da constatare come poi, nello specifico, alcuni saggi propongano comunque interpretazioni interessanti ed elaborate, nonostante tutto. L'impostazione generale prevede l'enucleazione di quattro temi (le tradizioni, il genere sessuale, le paure culturali, la fruizione della paura), ciascuno analizzato da due o tre saggi e da un case study finale su un unico film (nello specifico Ring, Freeze Me, Battle Royale e Ju On). In questo modo è garantita una certa profondità nell'analisi di singoli film considerati paradigmatici.
Chiudono il volume una filmografia dei dvd reperibili nelle edizioni statunitensi o inglesi, dall'utilità abbastanza aleatoria, una bibliografia generale di tutti i saggi e un indice analitico.


autore: Jay McRoy (a cura di)
casa editrice: Edinburgh University Press
anno: 2005
pagine: 220
prezzo: 16,99 sterline
isbn: 0-7486-1995-X
lingua: inglese

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