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CONTEMPORARY KOREAN CINEMA (2000)

Monday, 15 November 2010 22:36 Stefano Locati Libri - Saggi
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contemporary_korean_cinema_lee-hyangjinPer evitare fraintendimenti, è doveroso notare subito come Contemporary Korean Cinema sia uno studio accademico: nasce infatti come approfondimento della tesi di dottorato dell'autorice, Lee Hyang-jin, docente alla School of East Asian Studies dell'università di Sheffield. Questo significa che il libro potrebbe far storcere il naso alle persone interessate a un saggio di critica classico, non abituate a un punto di vista non strettamente cinematografico. Lee Hyang-jin sottolinea fin dall'introduzione il suo intento, che non è rivolto direttamente e soltanto al cinema, ma più in generale a uno studio culturale del e sul cinema. Per questo sceglie di indagare una manciata di film rappresentativi (diciassette in tutto, otto dalla Corea del Nord e nove dalla Corea del Sud), appartenenti a diverse epoche storiche, per individuare i tratti comuni, le radici ideologiche, il sostrato culturale, il portato propagandistico che emerge dai film stessi. Partendo da un esame filmico, il discorso è quindi ibridato con evocazioni da studi culturali, sociologia, antropologia, semiotica, ermeneutica (con riferimenti, tra gli altri, ad Althusser, Barthes, Foucault, Gadamer). Il libro è strutturato in quattro capitoli, ciascuno concentrato su un particolare aspetto: il primo, oltre a fornire una storia anche abbastanza approfondita dello sviluppo dell'industria cinematografica, enuclea le principali caratteristiche del cinema delle due Coree; il secondo si concentra sul tema del genere sessuale e della sua rappresentazione; il terzo sulla questione dell'identità nazionale e della rappresentazione del passato storico; il quarto prende infine in esame la nozione di società, di classe e di individuo. Un percorso sfaccettato, predisposto seguendo l'analisi precisa dei singoli film (dalle diverse versioni di Ch'unyangjon, passando per Stray Bullet fino ad esempi degli anni '80 come A Nice Windy Day), il che non esclude excursus più generali.
Superato l'ostacolo dell'introduzione, che fa presagire un enciclopedico dispiego di blah blah filosofico, il libro scorre interessante e pieno di spunti. Non è un volume destinato al grande pubblico, ma sicuramente è un valido strumento di indagine, che oltre a fornire informazioni prova anche a penetrare sotto la superficie di simboli e rimandi delle pellicole.


autore: Lee Hyang-jin
casa editrice: Manchester University Press
anno: 2000
pagine: 244
prezzo: 14,99 £
isbn: 0-7190-6008-7
lingua: inglese

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