MALAYSIAN CINEMA, ASIAN FILM (2002)

malaysian_cinema_asian_filmDocente di Film Studies all'University of Newcastle in Australia, William Van Der Heide firma, con questo suo Malaysian Cinema, Asian Film, un'opera davvero interessante, preziosa e intelligente. Tutto questo per una serie di ragioni specifiche, che sembrano tuttavia racchiudersi nel fatto che il testo risponde davvero in pieno alle aspettative e ai dilemmi che il titolo pone. Un concentrarsi non solo sul cinema nazionale malese, di cui è difficile parlare se non si considera la realtà e le peculiarità sociali, etniche e culturali interne alla Malesia, ma anche sulle società circostanti e sugli influssi di culture cinematografiche esterne. Così Van Der Heide decide sì di parlare di cinema malese, ma lo fa dopo due lunghi capitoli, che occupano metà del volume e risultano tuttavia non prolissi, ma, anzi, estremamente utili. Nel primo (Border Crossings) si occupa delle stesse definizioni di cinema nazionale e poi di genere cinematografico, andando a sviscerare, successivamente, tutti i possibili influssi nel cinema malese, dal film di samurai, a quello di arti marziali, sino al Noodle e allo Spaghetti Western. Nel capitolo seguente si dedica alla storia della Malesia e alla sua evoluzione socio-culturale in cui essenziale risulta la nozione di identità nazionale. Seguono, quindi, le due parti dedicate, nello specifico, alla cinematografia locale prima da un punto di vista storico, analizzandone l'industria, le sue origini, il periodo coloniale, la "Golden Age" fino ai giorni nostri, per soffermarsi, nell'ultimo capitolo, su un decina circa tra i film più rappresentativi realizzati dal paese asiatico. Un libro importante e completo, per una cinematografia non troppo nota.


autore: William Van Der Heide
casa editrice: Amsterdam University Press
anno: 2002
pagine: 301
prezzo: -
isbn: 90-5356-580-9
lingua: inglese