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CHATURMAN RAI - FOTOGRAFO CONTADINO DELL’HIMALAYA (2010)

Tuesday, 27 March 2012 09:36 Daniele Sestili Libri - Saggi
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chaturman_rai_nicolettiMartino Nicoletti, classe 1968, è uno degli etnologi più impegnati sul campo in Asia meridionale e sud-orientale. Fotografo e scrittore, da tempo si occupa dei Kulunge, etnia di lingua tibeto-birmana dello Himalaya nepalese, di cui, tra 1994 e 2006, ha analizzato il complesso mitico-rituale.

La storia presentata nel libro ha inizio nel 1996. Nello sperduto villaggio di Gudel (Nepal orientale), lo studioso incontra Chaturman, un contadino Kulunge che coltiva la passione per la fotografia. Così, un etnologo/fotografo italiano, alla ricerca di antichi cacciatori - forse rapito dal mito dell'arcaico -, si imbatte nel suo quasi omologo nepalese, un contadino/fotografo. Un uomo in carne e ossa, la cui stessa esistenza contraddice ciò che viene sostenuto da certa etnografia: Chaturman non è né portatore di una cultura arcaica immutata e totalmente scevra da influenza esterne, né vittima privata dell'anima dalla "sozzura gettata sul volto dell'umanità" dall'Occidente (Lévi-Strauss).
Nicoletti ci inizia alla visione Kulunge del mondo, radicalmente conturbante: "apprendo che l'universo è concavo, immenso e unico" (p. 19). Ma dietro questa cultura c'è un'umanità 'altra', gli abitanti di Gudel. E la loro curiosità per l'intruso ha, in principio, conseguenze surreali: "accade (...) che tutte le sacrosante mattine, venga svegliato da gente che si intrufola furtivamente nella mia abitazione: vecchi, bambini, persone di ogni genere che, sistematicamente, aprono la porta, entrano e si mettono seduti a terra in silenzio. In silenzio assoluto restano lì, con le braccia conserte, a osservarmi e fissarmi" (pp. 19-20). Per sbocciare, poi, in un'accoglienza totale: “(...) un anziano sciamano del villaggio (...) prendendomi pazientemente per mano, paternamente mi inizierà alla conoscenza della vita, della religione e dei miti di questo antico popolo" (p. 18).
L'autore giunge ad analizzare circa 70 foto di Chaturman, riprodotte nel libro. Il loro senso si palesa quando ce ne illustra sapientemente il contesto culturale. Così, la lucertola ritratta mentre riposa su una roccia non è semplicemente una lucertola: è un antenato dei Kulunge, da cui "gli esseri umani appresero (...) a morire, separandosi con leggerezza dalle proprie spoglie mortali" (p. 50). Nicoletti evidenzia il sorprendente percorso espressivo di Chaturman: dalle fototessera del 1996, con mezzibusti stanti, il fotografo approda, nel 2000, a intense immagini della vita del villaggio, incluse alcune dedicate a una seduta sciamanica.
Dopo aver incontrato Chaturman nel novembre 2007, Nicoletti è rientrato in Europa e ha scritto questo libro. Nel luglio 2011 ha intrapreso un nuovo, difficoltoso viaggio per tornare a Gudel, al fine di portare il libro all'amico fotografo contadino e organizzare una mostra personale di Chaturman in una delle abitazioni della valle. All'insegna di un’antropologia della 'circolarità', dunque, che tenta di far sì che i frutti della ricerca possano portare beneficio a coloro che ne sono stati la scintilla ed esserne apprezzati.


autore: Martino Nicoletti
casa editrice: Exòrma
anno: 2010
pagine: 117 (con circa 80  foto in b/n)
prezzo: 14,50 euro
isbn: 978-88-95688-30-5
lingua: italiano

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