07 Set 2018

Jinpa (2018)

in Cina

by Alexey Demichev

Dopo la presentazione di Tharlo, nel 2015, Pema Tseden ritorna alla Mostra del cinema di Venezia 2018, nella sezione Orizzonti,…

Jinpa (2018)

in Cina

by Alexey Demichev

02 Set 2018

Your Face (Taiwan, 2018)

in AltrAsia

by Alexey Demichev

Nella sezione Fuori Concorso della Mostra del cinema di Venezia 2018 è stato presentato Your Face (Ni de lian) di…
16 Mag 2018

Shoplifters (2018)

in Giappone

by Francesca Monti

Un adulto e un bambino si aggirano per un supermercato, mettendo in scena un piccolo furto alimentare. Siamo al cinema,…

Shoplifters (2018)

in Giappone

by Francesca Monti

12 Mag 2018

Ash Is Purest White (2018)

in Cina

by Francesca Monti

È ancora una volta il corpo attoriale di Zhao Tao il prisma su cui si riflettono le facce contraddittorie della…

Ash Is Purest White (2018)

in Cina

by Francesca Monti

11 Mag 2018

Dead Souls (2018)

in Cina

by Francesca Monti

Ha tutte le caratteristiche del lavoro di una vita, Dead Souls di Wang Bing, presentato nel fuori concorso di Cannes.…

Dead Souls (2018)

in Cina

by Francesca Monti

29 Apr 2018

Outside the Window (Taiwan, 1973)

in AltrAsia

by Stefano Locati

Primo film di Brigitte Lin, tratto dall'omonimo romanzo d'esordio semi-autobiografico della scrittrice cinese Qiong Yao (anche trascritto Chiung Yao), uscito…
21 Apr 2018

Steel Rain (2017)

in Corea del Sud

by Alvise Wollner

Alla sua seconda prova dietro la macchina da presa dopo The Attorney (2013), il regista coreano Yang Woo-seok estremizza a…
20 Mar 2018

Decaying, The (Filippine, 2017)

in AltrAsia

by Francesco Saverio Marzaduri

The Decaying (Nabubulok) segna il debutto dietro la macchina da presa dello sceneggiatore televisivo Sonny Calvento. Liberamente ispirato a un…

Decaying, The (Filippine, 2017)

in AltrAsia

by Francesco Saverio Marzaduri

20 Mar 2018

One Night on the Wharf (2017)

in Cina

by Francesco Saverio Marzaduri

Per il debutto dietro la macchina da presa, il poeta e scrittore Han Dong adatta un suo lavoro, At the…

One Night on the Wharf (2017)

in Cina

by Francesco Saverio Marzaduri

27 Mag 2017

Before We Vanish (2017)

in Giappone

by Francesca Monti

Kurosawa Kiyoshi nelle sue opere è solito tornare quasi ossessivamente sui medesimi temi. Fantasmi del passato, legami invisibili, persuasioni occulte.…
24 Mag 2017

Day After, The (2017)

in Corea del Sud

by Francesca Monti

Bong-wan è uno scrittore ed editore e ha una relazione extraconiugale. La moglie lo scopre, Bong-wan rompe con l'amante Chang-sook,…
04 Feb 2018

Net, The / Il prigioniero coreano (2016)

in Corea del Sud

by Alvise Wollner

Ci sono voluti quasi due anni per portare nei cinema italiani l'ultima fatica registica di Kim Ki-duk, presentata alla settantatreesima…

In ricordo di Donald Richie

richie_kurosawaIl decano degli studiosi di cinema giapponese, e in generale uno dei cantori più acuti della cultura del Sol Levante, Donald Richie, si è spento in un ospedale di Tokyo all'età di 88 anni. Definito dal giornalista Tom Wolfe come «il Lafcadio Hearn del nostro tempo, un tramite sottile, elegante e ingannevolmente semplice tra due culture confuse l’una dall’altra: quella giapponese e quella americana», è stato paragonato così al grande scrittore di fine Ottocento, americano ma considerato di fatto un autore giapponese.

Originario dell'Ohio, Richie era sbarcato per la prima volta in Giappone nel 1947, come marinaio di una nave al seguito delle forze d'occupazione, per le quali aveva poi trovato lavoro come dattilografo. Come raccontato in un'appassionata lecture per le Giornate del cinema muto di Pordenone (Sacile) nel 2005, trasgrediva sistematicamente le norme che vietavano al personale americano di mescolarsi con la popolazione locale e di frequentare gli stessi locali pubblici. E stato così che Richie, infilandosi in una sala cinematografica, venne folgorato da quel cinema così diverso da quello occidentale. Ha subito il fascino della cultura di quel paese, mettendo casa a Tokyo e divenendone poi uno dei più autorevoli osservatori.
Il risultato di quella prima infatuazione ha portato a più di trenta volumi di diari, narrativa e saggi. Una pionieristica storia della cinematografia nipponica, scritta insieme a Joseph L. Anderson nel 1959 e pubblicata anche in Italia, lo ha reso una delle massime autorità mondiali in merito. La prima di una serie di sue fondamentali storie del cinema e monografie (su Ozu, Kurosawa, Imamura).
I suoi diari sul Giappone, come il classico The Inland Sea, rimangono una preziosa testimonianza, ma anche una lucida analisi dell'evoluzione dirompente della cultura e della società (Richie è arrivato anche a occuparsi del fenomeno del Tamagochi) di un paese che ha mantenuto contemporaneamente salde le proprie radici nella tradizione.
Tra le varie attività del poliedrico Richie, va ricordata anche quella, meno nota, di filmmaker (ovviamente giapponese) d'avanguardia negli anni Sessanta, realizzando cortometraggi molto personali in 16mm, lavorando anche con amici artisti come il grande musicista Takemitsu Toru.
Da quell'approdo del 1947 alla sua scomparsa, Richie si è assentato dal Giappone solo per due brevi parentesi: per frequentare la Columbia University, dal 1949 al 1952, e per fare il curatore della sezione Film del Museum of Modern Art di New York. Il resto lo ha vissuto in quella che ha definito come «quella terra magica dove tutto sembra lo stesso, ma si comporta in maniera diversa».

Il decano degli studiosi di cinema giapponese, e più in generale uno dei cantori più acuti della cultura del Sol Levante, Donald Richie, si è spento in un ospedale di Tokyo all'età di 88 anni.

Definito dal giornalista Tom Wolfe come «il Lafcadio Hearn del nostro tempo, un tramite sottile, elegante e ingannevolmente semplice tra due culture confuse l’una dall’altra: quella giapponese e quella americana», paragonato così al grande scrittore di fine Ottocento, americano ma considerato di fatto un autore giapponese.

Originario dell'Ohio, Richie era sbarcato per la prima volta in Giappone nel 1947, come marinaio di una nave al seguito delle forze d'occupazione, per le quali aveva poi trovato lavoro come dattilografo. Come raccontato in un'appassionata lecture per le Giornate del cinema muto di Pordenone (Sacile) nel 2005, trasgrediva sistematicamente le norme che vietavano al personale americano di mescolarsi con la popolazione locale e di frequentare gli stessi locali pubblici. E stato così che Richie, infilandosi anche in una sala cinematografica, venne folgorato da quel cinema così diverso da quello occidentale. Ha subito il fascino della cultura di quel paese, mettendo casa a Tokyo e divenendone poi uno dei più autorevoli osservatori.

Il risultato di quella prima infatuazione ha portato a più di trenta volumi di diari, narrativa e saggi. Una pionieristica storia della cinematografia nipponica, scritta insieme a Joseph L. Anderson nel 1959 e pubblicata anche in Italia, lo ha reso una delle massime autorità mondiali in merito. La prima di una serie di sue fondamentali storie del cinema e monografie (su Ozu, Kurosawa, Imamura).

I suoi diari su Giappone, come il classico The Inland Sea, rimangono una preziosa testimonianza, ma anche una lucida analisi dell'evoluzione dirompente della cultura e della società (Richie è arrivato anche a occuparsi del fenomeno del Tamagochi) di un paese che ha mantenuto contemporaneamente salde le proprie radici nella tradizione.

Tra le varie attività del poliedrico Richie, va ricordata anche quella, meno nota, di filmmaker (ovviamente giapponese) d'avanguardia negli anni Sessanta, realizzando cortometraggi molto personali in 16mm, lavorando anche con amici artisti come il grande musicista Takemitsu Toru.

Da quell'approdo del 1947 alla sua scomparsa, Richie si è assentato dal Giappone solo per due brevi parentesi: per frequentare la Columbia University, dal 1949 al 1952, e per fare il curatore della sezione Film del Museum of Modern Art di New York. Il resto lo ha vissuto in quella che ha definito come «quella terra magica dove tutto sembra lo stesso, ma si comporta in maniera diversa».